 |
| |
|
 |
|
|
L'ULTIMA SPERANZA
di Laura
-FERMATI JOE!!!-;difficilmente avrebbe sentito quella supplica in mezzo al campo di battaglia,ma non poteva assolutamente permettere che accadesse.NON DOVEVA SUCCEDERE!. Con un balzo felino si gettò addosso al suo amato proprio nel momento in cui questi aveva puntato la pistola laser contro uno dei soldati nemici,il quale rimase pietrificato ad osservare la scena. Il colpo partì,ma si schiantò a terra,come i corpi dei due cyborg. La ragazza si inginocchiò di scatto continuando a fissare l'uomo che aveva appena salvato da una ferita mortale. Questi a sua volta distolse lo sguardo da quanto aveva appena visto e si osservò intorno:i Fantasmi Neri stavano nuovamente avendo la peggio sui loro formidabili avversari;l'unica possibilità di salvezza era la ritirata. Il fatto che 009 fosse stato momentaneamente messo a tappeto gli procurò un'occasione per scappare,ma senza poter evitare di lanciare un'occhiata fugace alla sua salvatrice.
Il cuore le sprofondò nel petto quando incontrò gli occhi sorpresi e un pò irati del leader.Era rimasta con le ginocchia a terra incapace di rialzarsi:le gambe non avrebbero retto all'emozione.Respirò a fondo.Ancora una volta,prima di fare i conti con la realtà. Joe le allungò una mano per aiutarla ad alzarsi,ma quando la sentì tremante preferì scivolare accanto a lei: -Cos'è successo?-;gli altri si erano accerchiati intorno nel frattempo -Joe...-alzò lo sguardo -...quel soldato era mio fratello!-
La notizia lasciò i presenti sconvolti. Appena tornati alla villa Françoise scappò letteralmente a rifugiarsi in camera sua pregando i suoi amici di lasciarla da sola. Annuirono:era la cosa migliore per il momento.Il dottor Gilmor aveva osservato preoccupato la scena e chiese immediatamente spiegazioni: -Cos'è successo?- Joe si fece avanti palesando la sua indignazione -Durante lo scontro di oggi...Françoise mi ha impedito di uccidere un soldato;l'ha fatto perchè ha riconosciuto il fratello!- -Stai scherazndo vero!?- -Purtroppo no...- Ad Ivan cadde il pennarello di mano ed istintivamente alzò gli occhi verso le scale. Joe, da parte sua, si abbandonò pesantemente sul divano strofinandosi gli occhi.Gli altri non avevano ancora pronunciato una parola e il silenzio della casa era interrotto solamente dai singhiozzi soffocati della fanciulla (non udibili in salotto). -Che si fa adesso?-chiese Jet guardando l'amico -Siamo nei guai:non possiamo intraprendere uno scontro armato con il rischio di ucciderlo;non riusciremo a riconoscerlo!-protestò Albert battendo i pugni sul tavolo e facendo rotolare altri pennarelli -Scusa Ivan...- -Questo è solo uno dei nostri problemi:dobbiamo salvare Jean dai Fantasmi Neri!-esclamò Puma -Ma guarda proprio quello a cui ero arrivato anch'io!-ribattè amaro Jet -Mantenete la calma!-li ammonì il dottor Gilmor -Lei ha qualche suggerimento?- -Purtroppo no figliolo e non so sinceramente come potervi aiutare....- -Sarebbe tutto più facile se potessimo localizzare la loro base...-azzardò Albert diretto ad una persona specifica -Mi dispiace deludervi ragazzi,ma se potessi l'avrei già fatto-si scusò il più giovane del gruppo -Non preoccuparti piccolo- -Però a pensarci bene:una piccola possibilità ce l'abbiamo- -E sarebbe?- -Se anche Jean ha riconosciuto sua sorella farà di tutto per cercarla e,se non erro,userà tutti i mezzi a sua disposizione per riuscirci- -Ma questo implicherà lo sguinzagliamento dei suoi nuovi "amici"...-osservò Jet fissando il dottor Gilmor -Non credo che esporrà Françoise ad un tale rischio- -E se invece gli avessero fatto il lavaggio del cervello?-domandò Chang -Discordo:anche se sarebbe una giusta precauzione alla loro causa,ma solitamente non si scomodano tanto per i semplici soldati;anzi la maggior parte di loro entrano volontari perchè attratti dalla possibilità di ricchezza,totalmente incuranti della sorte del mondo-spiegò brevemente annullando la tesi di 006 La notizia fece rivoltare loro lo stomaco:ci voleva una buona dose di follia per mettersi in mano a dei criminali senza scrupoli ed eseguire i loro sporchi piani come delle marionette. Cerarono di mantenersi lucidi,ora dovevano pensare ad aiutare la loro amica.
"Ci sono riusciti di nuovo!Sono stati capaci di farmi a pezzi un'altra volta!Perchè!?Perchè sono diventata un cyborg!?Perchè mi hanno distrutto la vita ferendomi così,come se fossi un animale!Non è giusto!Non gli bastava avermi strappato l'anima dal corpo ora se la sono presa anche con Jean!JEAN!!!!!!!"pensieri che non riuscivano a trovare suoni per esprimersi,ma che si limitavano a scendere come goccie salate. Non si era mai sentita così sporca dentro.La sensazione che una lama tagliente e fredda le tagliava la gola le mozzava il respiro. Avrebbe dovuto farsi forza,ma non ci riusciva.Cercò di tirarsi in piedi,ma era come se il suo corpo si rifiutasse di abbandonare l'angolo tra il letto e la scrivania nel quale si era rifugiata.Decise di non sforzarsi e intanto con la manica si asciugò quella che si era ripromessa fosse l'ultima lacrima. Sospirò profondamente;il cuore continuava nella sua corsa sfrenata. "Ho paura che mi stia per venire un infarto!"subito appoggiò la mano al petto. Non fece nulla.Aspettò che il tempo passasse aiutandola a smaltire la rabbia.Quando si sentì pronta si alzò piano e si sdraiò sul letto con la testa che le girava. Ma era troppo esausta per opporre resistenza al sonno.
Nell'attimo in cui si addormentò la porta della camera si aprì leggermente accogliendo nell'oscurità la figura slanciata e atletica di Joe.Si affacciò piano per vedere se stesse dormendo e quando ne ebbe conferma si sedette accanto a lei.Cominciò ad accarezzarle i lunghi capelli facendoli scivolare tra le dita:rimase lì ad assisterla durante quella terribile notte di incubi e paure. Non abbandonò mai la sua mano.
"Povero amore:è rimasto qui tutta la notte".Anche lui si era addormentato, incapace di controllare la stanchezza. Dormiva raggomitolato sul lato del letto:ci volle un pò di forza per farlo entrare un pò più in dentro con la speranza di non svegliarlo. Sistemò meglio le coperte,ma erano praticamente sfatte. "Devo essermi agitata parecchio..."constatò;lo sentì muoversi.Rimase immobile.Si svegliò comunque: -Buongiorno- Si stiracchiò per bene -Buongiorno,come stai?-"Troppo diretto?" Sospirò -Mi sono sfogata un pò...- -Hai fatto bene- Rimasero in silenzio per qualche istante.Françoise fissava nel vuoto davanti a lei e Joe cercava disperatamente un argomento di discussione. "Avanti Joe dille qualcosa!".Niente:le parole si rifiutavano di uscire. -Ascolta Joe:non devi preoccuparti per me:io sto..."bene",per modo di dire...- -Mi dispiace- -Come è potuto succedere!?-"Come a noi?" -Françoise,ascolta,lo so che è difficile,ma devi cercare di farti forza:faremo di tutto per risolvere questa situazione:te lo giuro!-la rassicurò -Non credo sarà così facile.Niente della nostra vita lo è- -Ma non ci siamo mai fatti scoraggiare dalle difficoltà- Finalmente incontrò i suoi occhi.Aveva ragione. Fu un sollievo vedere nuovamente il suo sorriso.Si sporse in avanti per baciarla. Si staccarono immediatamente quando sentirono la porta bussare: -Avanti!- -Bon-jour mademoiselle!- -Good morning lord!- -Il cuoco le manda la colazione a letto e i fiori sono stati colti personalmente dal sottoscritto questa mattina- -Grazie-rispose commossa -Crostata di ciliegie,la mia preferita-annunciò Joe sentendosi escluso -Joe,smettila...adesso tocca a me stare con lei,quindi fuori!-disse seccato Bretagna-Ma tu guarda che gioventù maleducata- -Mi scusi nonnetto.A dopo tesoro-sbuffò e si chiuse la porta alle spalle.
Era sdraiato sul letto completamente assorto dai suoi pensieri.Una volta tornati alla base si erano beccati una sfuriata da parte del generale,il quale continuava ad insultarli dando loro degli incapaci e degli incompetenti. Non lo degnò di molta attenzione,anzi non gliene concesse affatto:aveva altro a cui pensare!. Sentiva la rabbia crescergli in corpo ed istintivamente colpì il muro con il pugno.Si pentì un secondo dopo di quel gesto così avventato:la mano gli faceva malissimo! "Bravo stupido!"si rimproverò massaggiandola con cura.Il suo compagno di stanza uscì in quel momento dal bagno con indosso l'asciugamano. -Cos'era quel rumore?- Non gli rispose. -Che faccia:cos'è ti è morto il gatto?- -Non sono affari tuoi!-rispose brusco -Mi scusi........-si discolpò alzando le braccia-......ma se mi è concessso fare un'ipotesi ad alta voce:io credo che centri una donna-studiò la reazione-Ci ho azzeccato?- -Finiscila Ted!- -Certo che sei avvelenato!è da ieri che ti rode!- Il ragazzo sospirò profondamente -Scusa,ma non mi va proprio di parlarne- La sirena annunciò che il pranzo era pronto:tutti i soldati erano convocati in sala mensa -Scommetto dieci dollari che ci rifilano la solita brodaglia!- Si alzò pigramente ed uscì per il corridoio.Non aveva fame e si limitò ad accendersi una sigaretta. Un soldato lo riprese brusco: -HEI TU!NON PUOI FUMARE QUI!- -Ops,mi spiace-disse con evidente sarcasmo -Spegni quella sigaretta!-ringhiò -Non ci penso neanche!- Il soldato stava per mollargli un pugno,ma il giovanotto fu più veloce e gliene affondò uno nello stomaco,talmente forte da farlo svenire per il dolore. -Mii dispiace amico,ma non mi piace essere contradetto quando sono nervoso- Non si era accorto di esere arrivato in prossimità della sala comandi.Decise di dare un'occhiata:sul tavolo centrale,davanti al grande schermo,trovò alcune carte geografiche.Alcuni monitor erano posizionati dall'altra parte della stanza e si avvicinò per sbirciare dove fossero collocate le telecamere. Tutti i corridoi e le entrate erano tenuti sott'occhio:i dormitori e la mensa no. L'idea di fuggire da quel'inferno eccitò la sua mente,ma doveva essere estremamente prudente... "Ti ritroverò!". Anche il cuore di qualcun altro nutriva la stessa speranza.
-Come pensi di agire?- -L'unica idea che mi è venuta è aspettare un'altra mossa da parte loro e costringerli a confessare dove si nascondono- -Ti ricordi come è andata l'ultima volta?Quel poveraccio è praticamente saltato in aria-gli ricordò Jet Ivan comparve davanti a loro con estremo silenzio. -Che ci fai qui?-domandarono prendendolo in braccio -Ho avuto un'illuminazione!-esultò entusiasta -Coraggio allora...- -Voi sapete che non posso localizzare i nemici quando sono all'interno della loro base perchè hanno studiato dei micidiali scudi di difesa che me lo impediscono;quando però non sono protetti da essi io non faccio fatica a capire dove sono...- -Ci stai dicendo che...?- Annuì -Sei un genio!- -Modestamente...;ho solo bisogno di una cosa- -Sarebbe?- -Una specie di ricordo...io non ho mai visto Jean dal vivo,ma potrei "sentirlo" tramite qualcuno che l'ha conosciuto- -Dobbiamo cercare Françoise:con chi è adesso?- -Fammici pensare...sono le 12.30...ah si!Adesso è con Geronimo- -Conoscendolo l'avrà portata a fare un giro tra le colline-
Aveva indovinato. In quel momento si trovavano proprio sulla sommità di un colle a guardare il bel panorama d'inizio estate. Non dissero niente se non: -A me piace l'estate- -Anche a me- Poi il silenzio riprese,ma era solo apparente:in realtà stavano facendo un discorso "muto".Non c'era logica,però ci riuscivano e forse neanche loro sapevano come.Era così e basta.Sviluppare un'empatia con qualcuno che si ama alla fine viene spontaneo:uno riesce a sapere cosa pensa l'altro anche senza parlare. Non è questa una delle caratteristiche dell'amicizia?. Un gruppo di rondini cominciò a fare acrobazie davanti a loro macchiando di striscie nere il cielo limpido. -Fare il nido le tiene molto impegnate:gran lavoratrici!-le ammirò il gigante -A te piacerebbe essere una rondine?- Ci riflettè un pò -A volte si;come a chiunque altro- -Non proprio a chiunque...secondo me Puma preferirebbe essere un delfino- -O un leone-propose -A Jet indubbiamente una bella aquila calva- -Anche adesso ci assomiglia parecchio!- Risero. -A Jean piacciono molto gli animali:quando eravamo piccoli sognavo di avere un cane;lui invece voleva un dinosauro- -Era un bambino ambizioso-scherzò -Una volta si è presentato a casa con una lucertola,l'aveva chiamata Rex;appena l'ho vista mi sono messa ad urlare dall'orrore...mamma è accorsa preoccupata e quando l'ha scoperta ha obbligato Jean a liberarla in giardino:credo mi abbia odiata per questo- Non potè trattenersi dal ridere-Come hai potuto distruggere i sogni di un bambino?- -Però mi sono fatta perdonare!Il giorno dopo gli ho regalato un dinosauro giocattolo:ero talmente dispiaciuta che insieme gli avevo incartato anche la mia bambola preferita.Quando scartò il pacchetto e vide la sorpresa mi abbracciò forte forte-il voltò si oscurò. Geronimo le appoggiò delicatamente una mano sulla spalla in segno di conforto. -Ho paura Geronimo;io sono stata fortunata ad incontrarvi,ma lui è da solo e quel gruppo di assassini non perdona!-scoppiò nuovamente in lacrime tenendosi il volto tra le mani. Il suo accompagnatore le passò un fazzoletto. -Grazie- -Mi fa male vederti così-la voce calda e profonda le aprì il cuore -Ciao amore mio-era felice di vederlo lì accanto Le prese la mano e la portò alle labbra mentre le asciugava le lacrime con l'altra. -Gli hai dato il cambio?-cercò di ricomporsi -L'ho corrotto perchè mi lasciasse solo con te- -Che tesoro che sei- -Forse abbiamo trovato una soluzione- -Davvero?-qualcosa brillò nei suoi occhi;qualcosa che assomigliava all'ultima briciola di speranza. Annuì-Ivan è in grado di trovare tuo fratello,ma sembra che abbia bisogno di un ricordo vivo- -Cosa stiamo aspettando allora?Andiamo...-
Il primo pensiero che attraversò la sua mente fu "Libero!".Era riuscito a fuggire passando per la finestra della mensa che si affacciava sulla spiaggia. In riva trovò un moto d'acqua.Si guardò rapidamente intorno "Forse un soldato l'ha lasciata qui per andarsi a fare un bagno". L'ipotesi era giusta;solo che lo sprovveduto non sarebbe tornato a rivendicarne la proprietà e Jean capì il perchè. "Squali!"scoprì inorridito osservando quei terribili predatori dei mari nuotare beatamente a pochi metri dalla costa. Respirò molto a fondo:rinunciare avrebbe significato non rivederla mai più e questo era assolutamente escluso!. Chiuse la cerniera dello smanicato e montò in sella al mezzo accendendo il motore "Tipregotipregotipregoti...". Magari neanche lui ci credeva veramente ad un miracolo,ma dovette ricredersi quando proprio in mezzo alla distesa azzurra dell'Oceano fu improvvisamente catturato da un fascio di luce... "Che diavolo sta succedendo!?" Quando riaprì gli occhi si trovò sul terrazzo di un grattacielo.Ancora stordito si affacciò per vedere dove si trovasse,ma non ne aveva la minima idea.
-BRETAGNA!-gridarono adirati contro il comico inglese.Ne aveva combinata un'altra delle sue.Nel momento in cui il neonato era riuscito a localizzare il suo obiettivo quel pasticcione aveva interrotto l'operazione inciampando goffamente tra i fili del telefono.L'oggetto,tirato,aveva coinvolto nella sua caduta il grande vaso di fiori sul tavolo. Il rumore u così assordante che il piccolo si spaventò a morte interrompendo bruscamente il contatto e cadendo a terra. Menre 007 si scusava mortificato Ivan aveva cominciato a piangere per l'atterraggio poco morbido.Ci volle tutta la loro pazienza per farlo calmare e quando si riprese annunciò di avere esaurito le energie. -Peccato...-sospirò rassegnata -Comunque credo di averlo condotto a Tokyo,questo è sicuro,solo non so in che punto di preciso-si scusò -Quello che hai fatto è stato già abbastanza sufficiente,ora dipende da noi!Coraggio ragazzi andiamo in città-li spronò Joe.Al suo segnale partirono tutti. Lei rimase immobile,però. -Cosa c'è?- -Mi batte forte il cuore Joe...- -Forse è l'ansia figliola...-il dottor Gilmor le si avvicinò prendendole il polso,poi si rivolse a Joe-Per favore vai a prendere un calmante- Tornò un paio di secondi dopo con una bustina e un bicchiere d'acqua-Se non te la senti,puoi restare a casa- -No Joe preferisco venire con voi-ingoiò la bevanda tutta d'un fiato e si alzò.
Le ricerche non ebbero un buon esito;quella sera tornarono a casa abbastanza sconsolati. -Lo avete trovato?- -Abbiamo cercato dappertutto,ma niente-lo informò Puma -Dove sono Joe e Françoise?- -Non li vediamo da questo pomeriggio,probabilmente staranno continuando le ricerche-azzardò Albert osservando il tramonto che sfumava all'orizzonte.
Non lo stavano cercando.L'avevano trovato:fu molto più facile del previsto,per lei.Le era bastata una posizione che le permettesse di osservare tutta la città dall'alto e il gioco era fatto. Jean si era comportato in modo molto intelligente:si era recato all'Ambasciata francese per chiedere asilo. -L'ho trovato!-aveva esclamato in uno scatto di euforia,ma quando le propose di raggiungerlo si tirò inevitabilemnte indietro. -Non ce la faccio!- -Che dici Françoise?-la rimproverò -Joe io...io non posso andare da lui!Non posso affrontarlo:non ci riesco!- -Perchè?- Le lacrime le appannarono la vista-Ho paura di sapere la verità!- Alludeva alla sua verità... -Tu pensi che sia stato convertito?- Non rispose. -Se fosse veramente così allora è ancora più importante che tu gli dai il tuo sostegno-cercò di farla riflettere. "Come fai a trasmettermi quel fuoco?Non ci siamo neppure sfiorati eppure ti sento addosso...sento quell'irrefrenabile desiderio di averti accanto...grazie amore mio!"
-Bonne soir madame! Je suis Françoise Arnoud:mon frère est ici....- La sala d'aspetto era molto accogliente ed elegantemente arredata. La segretaria sfogliò velocemente un registro e compose il numero di un altro ufficio.Françoise lo raggiunse sedendosi accanto a lui su una delle poltrone. La signora dietro la scrivania le avvertì che stava arrivando -Merci-ringraziò Françoise tremante -Andrà tutto bene- -Andrà tutto bene finchè non farà una delle sue scenate!-sorrise nervosa intrecciando freneticamente le dita. Dopo quelle che le parvero ore,ma che in realtà furono una decina di minuti l'ascensore in fondo alla sala segnò l'arrivo al piano terra.Le porte si aprirono comportandosi come un sipario dove comparve la figura di un ragazzo alto e visibilmente palestrato.Aveva dei chiarissimi capelli biondi che portava tagliati corti e vispi occhi azzurro cielo.La somiglianza con Françoise era impressionante. Non si accorse subito di loro perchè andò spedito al bancone per chiedere il perchè di quel richiamo;si girò quando una lieve voce rotta dall'emozione lo chiamò: -Jean...- Strinse gli occhi "L'ennesimo scherzo della mia testa?Mi è sembrato di sentirla" Si trovò a stringerla tra la braccia. L'emozione lo costrinse a sedersi proprio davanti alla scrivania dell'incredula impiegata che osservava la scena commossa. -Non sai quanto sia felice di rivederti sana e salva-le sussurrò -Anch'io Jean- -Ho tante cose da chiederti...- -Avrai tutto il tempo di farlo a casa,cioè la mia nuova casa-precisò Il ragazzo alzò lo sguardo verso Joe,il quale cercò di risultare amichevole,ma il cui istinto lo metteva a disagio. -Tu devi essere Joe;piacere io sono il fratello di Françoise,Jean- Si alzò per stringergli la mano caldamente ricambiato -Joe Shimamura,molto piacere- -Bella stretta di mano- -Grazie...immagino che sarai stanco- -In effetti è così-ammise-Me ne sono capitati di tutti i colori in questi giorni!Se ve lo raccontassi non ci credereste!- Aspettarono di essere usciti dall'edificio prima di affrontare quel fatidico discorso: -Te la senti di fermarti a fare una passeggiata con me Jean?-gli propose garbata scambiandosi un'occhiata complice con Joe -Perchè no?- -Io vi aspetto qui-li tranquillizzò 009 facendole una carezza e baciandola dolcemente. Jean rimase vagamente contrariato da quel gesto e glielo fece notare chiaramente tossendo irritato -Ci vediamo tra un pò tesoro- -Buona fortuna!-
Anche se le giornate si erano prolungate la sera aveva fatto la sua apparizione,ma il cielo si rifiutava di cedere alle tenebre e si tingeva di un rosso carminio. -State insieme?- -Lo sai che stiamo insieme- -Lo ami?- -Le persone normali direbbero "Da morire" io invece preferisco "Da vivere" rende di più l'idea di quello che riesce a farmi provare!- -E lui?- -Non ha mai esitato a mettere in pericolo la sua vita per salvare la mia...- -Parli della tua esistenza come se fossi sempre in bilico tra la vita e la morte:non pensavo che la danza fosse tanto pericolosa- Era il momento di confessargli un segreto che sapeva -Io non vivo qui per danzare Jean...e questo lo sai!-il tono era vagamente irato -E allora di che cosa stiamo parlando?- -Che ci facevi con quei criminali!?-il tono accusatorio pretendeva una spiegazione -Potrei farti la stessa domanda sostituendo la parola "criminali" con "partigiani?" o preferisci "eroi?"- -Guarda caso io mi trovavo lì per evitare che quei delinquenti conquistino il mondo seminando dolore e sofferenza!- -Strano:anch'io ero lì per la stessa ragione!- -Mi stai prendendo in giro!?-si era reso conto di quanto la situazione fosse grave? -Affatto sorellina-era stranamente tranquillo-Vedi il tuo fratellone è stato promosso a capo della squadra speciale dell'esercito francese:mi hanno ordinato di infiltrarmi in una pericolosa organizzazione criminale per raccogliere informazione e,in seguito al nostro casuale incontro,ho capito che mi ero messo in un brutto guaio!Stavo scappando per venire a cercarti prima che mi ritrovassi qui:a proposito come ci sono arrivato qui?- Lo guardava allibita. -Françoise...-le disse con dolcezza-davvero hai creduto che mi fossi rincitrullito a tal punto da non saper distinguere il bene dal male?- -Mi dispiace:io non lo sapevo...-abbassò il capo mortificata -è comprensibile:sei troppo impegnata a salvare il mondo per occuparti dei tuoi famigliari;anzi forse non hai neanche più il tempo di pensare a noi- Colse quella punta di risentimento e si rese conto di quanto anche suo fratello avesse sentito l'incolmabile vuoto della lontananza. -Jean...non ho abbandonato la mia famiglia;l'ho semplicemente allargata-gli spiegò sorridente prendendogli le calde mani -Tu non lo puoi neanche immaginare quanto abbia sofferto per la nostra separazione,ma non potevo permettermi che ti accadesse qualcosa di male!Lo capisci?- Quante volte aveva pensato le stesse cose.Ricambiò il sorriso.-Lo so- -Ti voglio bene-lo abbracciò -Io di più- -Andiamo,ho tante persone da presentarti:scommetto che ti piaceranno!- -Ne sono sicuro:se si sono presi cura di te per tutto questo tempo non potranno non essermi simpatici!- Joe capì con uno sgaurdo che tutto si era risolto in meglio.Quando gli fu vicino Jean lo abbracciò con fare fraterno dandogli un caloroso benvenuto in famiglia. Anche con tutti gli altri mostrò la stessa disinvoltura costringendo la ragazza a scusarsi da parte sua per quell'eccesso di euforia. -Benvenuto nel gruppo figliolo!- -Grazie,ma non mi fermerò qui con voi:tra un paio di giorni tornerò a casa;so che mia sorella è in ottime mani e io non devo preoccuparmi di nulla!- -Ben detto!Che ne dite di festeggiare con una bottiglia di champagne- -Una volta tanto il combinaguai ne ha proprosta una giusta!- Jean lanciò una rapidissima occhiata verso il giardino:in un'altra situazione sarebbe corso a sirene spiegate,ma questa volta l'idea non lo sfiorò neppure:in fondo Joe gli piaceva,forse era davvero l'uomo giusto per la sua piccola stella.Sorrise fra sè e raggiunse gli altri.
-Sono contento che le cose si siano chiarite- -Una parte del merito è tuo amore mio.Ti amo- La baciò con infinita dolcezza,ma non potè fare a meno di chiederle: -Non ti dispiace che parta così presto? -Gli ho promesso di andare a trovarlo spesso- -Ah si?- -Certo...- -Cosa stai cercando di dirmi?-sorrise malizioso Sostenne quello sguardo -Sei abbastanza rilassato?- -Perchè me lo chiedi?-ora era spaventato -Jean vuole organizzare uan specie di ricevimento:nulla di speciale;solo un'intima festicciola in famiglia.Tutta la famiglia...- -Con tua madre e tuo padre?- -Anche loro certo- -E chi altro?- Sospirò -Ci saranno anche tutti e 500 gli altri membri della famiglia:compresi zii sconosciuti e cugini di quinto grado!- -Stai scherzando vero!?- Sorrise prudente -Si- -Questa me la paghi!- Cominciò ad inseguirla per tuto il giardino finchè una volta in spiaggia (era caduta nella sua trappola) la buttò in acqua. -Hai inaugurato il primo bagno al mare dell'estate mademoiselle-la derise Rispose a suon di schizzi. Si ritrovarono in acqua completamente zuppi,ma con tanta voglia di amarsi e di essere felici. -Guarda che cielo stellato!-le fece notare indicando la distesa di diamanti -Fantastico- Nel loro cuore sapevano che fantastico era vivere insieme!.
© 25/01/ 2007

|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
 |
|
 |
|