settembre 05, 2010 Login | Registrazione  
 
 
 

Parola di fantasma

di Laura

  

-Non ti conosco...-
-Nemmeno io,ma possiamo sempre rimediare-
-Che dici?Sei solo un sogno!-
-Lo pensi davvero Ivan?-
Silenzio
-Non è quello che desideri?-
-Io...-per la prima volta era stato qualcun altro a leggergli nella mente
-Non nella mente:nel cuore-specificò
-Chi sei?-
-Buonanotte Ivan-
-Buonanotte-


Le altalene del parco erano un punto strategico:si poteva vedere tutto e tutti. Forse era per questo che le odiava,perchè lui era lì a dondolarsi da solo,mentre schiere di bambini giocavano felici con i loro amici. Lui di amici della sua età non ne aveva neanche uno. Non andava a scuola,non ne aveva bisogno,ma si era condannato alla solitudine.
A peggiorare la situazione era il suo carattere introverso:non ci sarebbe stato niente di male a chiedere al gruppetto di ragazzi lì in fondo se poteva giocare con loro a calcio,non era una schiappa,ma aveva paura che se lo avesse fatto loro si sarebbero avventati contro di lui dicendo cose del tipo "I cyborg non giocano".
Scosse il capo:ovviamente non poteva essere vero,ma quel pensiero lo bloccava.
-Peccato che tu non abbia portato il pallone,sennò giocavamo io e te!-
Volse la testa di scatto:sull'altalena,vuota fino a pochi istanti prima,sedeva un bambino. Avranno avuto la stessa età,gli stessi tratti occidentali,solo che lui era biondo e aveva gli occhi verdi. Un viso tranquillo e,in un certo senso "rassicurante".
Ivan lo fissò senza dire nulla.
-Ci conosciamo?-domandò perfettamente cosciente di non aver mai visto quel bambino in vita sua
-No,ma le presentazioni possiamo farle adesso:io sono Edward, ma tu chiamami solo Ed!-alzò la mano per stringergliela
-Io sono Ivan-
-Anche tu sei appena arrivato?Perchè hai l'aria più spaesata della mia!-
-No,io vivo qui da un bel po’ -
-Io sono arrivato una settimana fa,ma solo oggi mi hanno dato il permesso di scorazzare un pò in giro...sei il primo ragazzino che conosco-
-Posso dire lo stesso-
-Vuoi rimanere qui o andiamo a chiedere se ci fanno giocare?-

Passarono tutto il pomeriggio a correre sul prato avanti e indietro,con altri ragazzini alle calcagna che cercavano di togliergli il pallone. Ed era agile,superava gli avversari con facilità e segnava con precisione assoluta,ma sapeva cos'era il gioco di squadra;se un bambino cadeva,era subito pronto a porgergli una mano per rialzarsi.
Ivan lo guardava pieno di ammirazione.
-Ehi sei davvero in gamba amico!-si complimentò uno dei giocatori-dove hai imparato a giocare così?-
-Mi hanno insegnato i miei amici in Brasile,lì il calcio è il principale dei passatempi!-spiegò
-Vivevi in Brasile?-
-Ho vissuto in buona parte dell'America....,ma ora basta voglio concludere questa partita con un altro goal!-passò ad Ivan che segnò di testa
-Niente male...-
-Merito del tuo assist-

-è stato un piacere giocare con voi,ragazzi!Ci vediamo!-
-Ciao!-li salutarono in coro
Ed trascinò Ivan per le spalle.
-Sei stato bravo-
-Non è che abbia fatto molto...e comunque credo di doverti ringraziare-
-E di cosa?-
-Credo proprio che se non fossi arrivato io sarei ancora ad aspettare sull'altalena-
-E se tu non fossi stato lì io non ti avrei mai trovato-replicò sorridendo -Ho capito subito che eri in gamba e comunque abbiamo un sacco di tempo per conoscerci;io abito lì - indicò la strada che portava verso quello che Joe gli aveva sempre detto essere il quartiere più elegante di Tokyo - La mia casa è quella villetta bianca!-
-Wow...-pronunciò
-Credo sia il caso che torni a casa,adesso,ma prima voglio che tu mi prometta che domani ti trovo qui!-
-E se piove?-
Ed scoppiò in una fragorosa risata-Certo che tu sei proprio uno che pensa a tutto!Va bene,allora vediamo se ho un rimedio contro il brutto tempo...-frugò nelle tasche tirando fuori un minuscolo soldatino di legno,con la giacca rossa e il copricapo-Questo è il mio portafortuna-glielo mise in mano-Affidiamoci a lui-
-Sei sicuro di volermelo lasciare?-
-Sono sicuro che domani lo rivedrò sano e salvo - gli fece l'occhiolino e si girò-Ciao Ivan!-
-Ciao Ed...-

Quando Françoise andò a riprenderlo non credette ai suoi occhi:c'era una luce nuova nello sguardo di Ivan:la felicità allo stato puro.
Mostrò trionfante il soldatino-Ho un amico!-
La ragazza guardò il giocattolo sorpresa-Ehm...-
-Fran,il mio amico mi ha dato il giocattolo!-specificò ridendo come mai l'aveva visto fare
-Sono davvero contenta per te Ivan-
-Domani voglio assolutamente tornare al parco giochi!-esultò
E per tutto il tragitto non fece che parlare di Ed,di come era bravo a calcio e di come non vedesse l'ora di giocare ancora insieme a lui.
Certo un cambiamento così rapido lasciò piacevolmente sorpresi i presenti,ma Ivan,superato il momentaneo entusiasmo, si calmò rintanandosi in camera sua.

-E così si è trovato un amico...-
-Pare sia appena arrivato in città;non vedevo Ivan così felice da molto tempo-
-Finalmente qualcosa sta cominciando ad andare per il verso giusto-
-Mai abbassare la guardia...-si intromise il dottor Gilmor-Qualcuno può andare a dire a Jet di smetterla di correre avanti e indietro per il piano di sopra,dal laboratorio si sente tremare...-
Jet comparì dalla cucina-Prof,io sono qui-
-E allora chi è?-
Joe e Françoise si guardarono complici-Credo sia Ivan-
-Come mai è tanto agitato?Gli è successo qualcosa?-
-Qualcosa di bello:pare abbia fatto amicizia con un coetaneo-
-Dici davvero?-anche il professore se ne stupì
-Non è fantastico?-
-Sono sollevato di sapere che ha ritrovato tanta energia-

Joe era molto curioso di vedere che genere di ragazzo fosse questo Ed. Chissà perchè si immaginava un ragazzino cervellone,magari occhialuto con un gilé giallo. Si rimproverò per i suoi pensieri:le persone non si giudicano dall'abbigliamento. A volte molti strati nascondono il vuoto.
Ma gli parve proprio che dietro quel bel maglioncino azzurro e quei jenas firmati,ci fosse davvero un tesoro di amico. E lo capì dal modo in cui Ivan rideva davanti alla scacchiera.
-Che fate?-
-Ed,questo è,mio padre Joe!-esclamò tutto d'un fiato
-Piacere signor....?Ivan come fai di cognome?-
- Shimamura- lo anticipò Joe. Joe Wishky non suonava bene.
-Piacere mio signor Shimamura,io sono Edward Ferderson!-
- Ferderson?Non è il nome di una rinomata società industriale?-
-Mio padre ne è il proprietario...-arrossì
Ivan fulminò Joe:di solito non metteva in imbarazzo le persone.
-Gli stavo insegnando a giocare a scacchi-
-Vi offro un gelato?-
Esclamarono all'unisono -Vaniglia!-
-è simpatico...-
-Chi Joe?Niente male...-
-Scusa ma perchè lo chiami Joe?-
- Perchè....perchè mi ha adotatto!Ogni tanto lo chiamo Joe,ogni tanto papà-
-Ecco i gelati-
-Grazie papà!-
-Grazie Joe!-
-Prego- "Papà!?"

-Scusa perchè gli hai detto una bugia?-
-Gli ho detto una mezza bugia:tu mi hai adottato!-
-Io e Françoise?-
-Françoise è la mia madre naturale...-
-Eh!?-lo riteneva ingiusto
-Dai "papà" scherzavo!Mica potevo raccontargli la verità,si insospettirebbe...-
-Già-

Quella notte Joe sognò il re degli scacchi venirgli incontro con un gelato alla vaniglia e confessargli che lui era in realtà suo padre!

Ivan scese in cucina con un'aria beata,anche lui aveva fatto un bel sogno:era stato invitato da Ed nel suo parco divertimenti personale. Non avevano fatto altro che andare sulle giostre e mangiare zucchero filato tutto il tempo.
-Buongiorno a tutti!Ho una fame!-
-Buon per te perchè ho preparato la torta al cioccolato-
-Torta?scusa Chang,non è che mi fai un cestino per la merenda per due persone!?-

Ivan ed Ed divennero grandi amici,ormai facevano quasi tutto insieme. E nessuno dei due vedeva l'ora di rivedere l'altro dal momento in cui si separavano.
Continuavano a giocare a calcio con lo stesso gruppo di ragazzini della volta precedente,ma se messi nella stessa squadra non c'era vera partita,però amavano giocare a scacchi oppure stare sdraiati a guardare il cielo.
In un'occasione del genere Ivan intravide un aspetto di Ed che ancora non conosceva.
-Tu sei fortunato Ivan...-
- Perchè?-
- Perchè tu puoi decidere...-
-Decidere che cosa?-
-Il tuo destino-
"Destino!?"
-Sono convinto che tu abbia un dono e che sappia cosa farne-
-Un dono o una maledizione,dipende dai punti di vista...-
-Se lo usi per il bene è un dono,ma se lo usi per il male allora è una maledizione.A volte non vorrei essere ciò che sono,o avere ciò che ho....e non mi riferisco ai soldi-
-Tu hai un dono?-
-Pare di si-
-E qual'è?-
-Beh credo centri qualcosa con i sogni...forse li creo e li spedisco come i fax-
Lo guardò perplesso,ma Ed rise-Non fare troppo caso a quello che dico,lo sai che a me piace scherzare-
-Ed va tutto bene?-
-Tutto bene;non è che stasera posso venire a dormire da te?Mi hai parlato così tanto della tua famiglia che non vedo l'ora di conoscerli-
-Da...davvero?-

Certo che Ivan non si era lasciato sfuggire nulla,così,anche se un pò arrangiati,mi se su una lista di parentele.
-Allora ripetiamo: Bretagna sarà il padre di Françoise,il dottor Gilmor,quello di Joe. Chang,tu sei il fratello minore del dottor Gilmor, nonchè padre di Jet;Albert tu sei il fratello di Françoise...quanto a voi due...dove sono Puma e Geronimo?-
-Sono partiti stamane per un viaggio di piacere-
-Meglio così,sarebbe stato imbarazzante spiegare che genere di parentela ci fosse-

Ed non fece alcun caso a chi fossero,o a quale fosse il loro ruolo all'interno della famiglia. Sapeva che gli erano simpatici e questo bastava.
-Non ho mai mangiato nulla di così buono!-
-Davvero ti piacciono?-
-Certo signor Chang-
-Mangiane pure quanti ne vuoi...-
-Se non ho capito male lei è un attore signor Bretagna,teatro o cinema?-
-Teatro;da più soddisfazione...-
-Lo dice sempre anche mia madre,però per il momento le propongono solo ruoli sul grande schermo-
-E tuo padre cosa fa?-
-Oh beh...è il presidente della Ferderson& co....-
-Quindi tua madre è la splendida attrice  Clarisse Ferderson!-
-Smettila di sbavare Bretagna- lo scosse mentalmente
-Ti capita di seguire tua madre sul set?-
-No,io mi diverto più alle partite di rugby  di mio zio!-
-Tuo zio gioca a rugby!-
-Si è il capitano dei Brakers!-
-Tuo zio è Simon Galleger!?....-
-Si-
-AH,ho sempre sognato avere il suo autografo sul mio pallone!-
-Appena torna dal ritiro glielo chiedo-

Insomma il successo fu immediato,ma,per quanto presi da quell'appassionante conversazione,il tempo scorreva:era ora che i bambini andassero a letto,e gli adulti a seguire.
-Scusali...-
-Per cosa?-
-A volte riescono ad essere così indiscreti-
-Ma a me non dispiace affatto!Sei fortunato Ivan,la tua famiglia è divertentissima-
-Trovi?-
Non rispose:era crollato nel sonno.


*La luna piena illuminava il sentiero di sassi,che con mille curve portava sotto la torre. Lì,sul balcone sedeva una dama dalla lunga chioma.
-Oh Romeo,Romeo!perchè sei Romeo?/Rinnega tuo padre e rifiuta il tuo nome!/Oppure,se non vuoi,giura soltanto di essere/ il mio amore e io non sarò più una Capuleti!-
-Ascolterò ancora o risponderò a questo mia adorata Clarisse!?-
-Solo il tuo nome mi è nemico....,Romeo-
-Smettila di chiamarmi Romeo amore mio,io mi chiamo Bretagna!-arrossì stropicciando il cappello con piuma
-AHHHHHHH!!!-
-Clarisse cosa c'è!?Il terremoto!-
-Romeo aiutami la torre sta crollando!-
-Ti ho già detto che non sono Romeo,ma dato che sei così carina vengo ad aiutarti.....-*


*-SIIIIIIII!!!è stato proprio un gran colpo di fortuna bambola che sia riuscito a trovare i biglietti per la finale!Naturalmente a te non dispiace che siamo venuti qui,vero?-
-Ma certo che no,dolcezza - accavallò la gambe molto sensualmente -Io adoro il rugby....adoro tutto quello che piace fare a te-
-Fantastico!!!-
-Se ti annoi,possiamo sempre dedicarci ad altro....tanto in tribuna non c'è nessuno-
-Si si ,più tardi,comincia!-
Le squadre si salutarono a centro campo;poi l'arbitro fischiò e tutti si avventarono sulla palla con inaudita ferocia.
Jet sgranocchiava patatine che la donna gli imboccava - Sta attento tesoro...-
-Stare attento?Perchè?-
Tutti i giocatori stringevano una palla di dimensioni doppie rispetto a quelle normali,le mascotte,due pupazzi dall'aria buffa, puntarono contro di lui:
-Attaccate!-
Jet fu investito da una raffica di palloni;si voltò verso la sua donna,che adesso era diventata il coach più peloso e brutto che il ragazzo avesse mai visto....*

*Chang era come di consueto ai fornelli,poi il drago portafortuna attaccato alle chiavi stregò le posate che cominciarono a cucinare da sole.
Erano molto servizievoli:tagliavano la verdure,arrostivano la carne,mescolavano il brodo. Uno scolapasta saltellò fino ad una soffice poltrona dove il re della cucina fu fatto accomodare con molti convenevoli. Il vassoio dei drink gli servì del sakè: l'unica cosa che doveva fare era supervisionare i lavori.
Se non fosse stato per un improvviso eccesso di rabbia  sarebbe filato tutto liscio:il sultano aveva trovato nella minestra un cucchiaino da dolce,questo bastò per far andare Chang fuori di testa:raccolse l'argenteria e la segregò in un cassetto. Poi ordinò bruscamente di tornare al lavoro. Scoppiò una rivolta capeggiata da una pentola gigante che cominciò ad inseguire il cuoco per schiacciarlo sotto il suo peso....*

*-Aspettate qualcuno principessa?-
-Direi di si...-
-Non verrà-
-Cosa!?-
-Il vostro principe non verrà-
-Come fate ad esserne così sicuro?-
-Semplice lui non vi ama;io si-
-Che prove avete per intromettervi nel mio amore?-
-Guardate:il vostro principe è in compagnia della sua amata-
-Non posso credere che il principe preferisca la sua auto a me!-
-Non piangete principessa;sposate me...-
-Scoprite il vostro volto almeno.....Ma voi siete BlackMan!-
-Sposatemi!-
-Ve lo potete scordare!-
-Guardie prendetela!!!-*

*-è inutile aspettare ancora:lei se ne è andata!-
-Andata!?Dove!?Dove la mia amata!?-
-Sta per sposarsi-
-Con chi!?-
-Con quell'uomo lì...-
-BLACKMAN!?-
-Lo ama-
-Non è possibile....PRINCIPESSA NON FARLO!-
-Spiacente principe,ma ci amiamo e abbiamo intenzione di stare insieme per sempre!-
Il principe cominciò a correre per inseguire la sua principessa,onde evitare che fosse consegnata ad un crudele destino....*

-E anche questo è fatto,ora tocca ad Albert....-
-Smettila!- sibilò una voce dietro di lui
-Cosa?-
-Smettila Ed!Annulla quelle illusioni...-
-Che ci fai qui Ivan?-
-Ti ricordi quel dono di cui abbiamo parlato?Ebbene eccoti il mio,posso leggerti nella mente!-
-Notevole-
-Liberali dai loro incubi!-
-Ogni tuo desiderio è un ordine,ma temo che dovrai aspettare...il bello viene adesso!-
- Perchè stai facendo tutto questo Ed?Per divertimento?-
-Divertimento?- ripeté a denti stretti-E tu credi che io mi stia divertendo?Eh Ivan!Pensi che mi piaccia l'idea di dover usare il mio potere per uccidere!?-
-Uccidere!?Non puoi uccidere,questo è un sogno!-
-No se a decidere sono io!I Fantasmi Neri hanno rapito mia madre e mio padre,minacciano di ucciderli se non vi elimino!-
-Ed io posso aiutarti...-
-E come?Sai leggere nella mente,ma tu stesso non li hai ancora trovati,se stanotte fallisco li fanno fuori!-
-Ed ragione....ti prego!-
-Mi dispiace Ivan,io devo salvare la mia famiglia-
-E io la mia...-
-Non basterà leggermi nei pensieri:non puoi fare nulla per fermare i miei attacchi;in questa dimensione decido io!Tutto ciò che voglio si avvera. Ti annienterò:parola di Fantasma!-
- C'è una cosa che non ti ho detto Ed,una delle tante...-
-E pretendi che io mi faccia aiutare da un bugiardo!?-materializzò dal nulla dei ninja armati-Catturatelo!-
-Ed...-
-Che aspettate!Attaccate!-
-Ed...-
-Cosa c'è!?-
Ivan usò il suo potere per farli svanire come bolle di sapone - è una battaglia persa!-
-Non ancora-creò una lunga spada e si avventò su 001
"Perdonami..."

Tutti si risvegliarono dai loro incubi.
-Joe!-
-Françoise!Per fortuna non hai sposato BlackMan!-
- L'hai sognato anche tu!-
- L'hai sposato!?-
-Stavo quasi per dire si!-
-Oh cielo,per fortuna siamo liberi!-
-Liberi,in che senso?-
-Non credo che fosse l'effetto per aver mangiato pesante...-

Le grida di Chang allarmarono i presenti.
Albert lo scosse energicamente-Calmati!è solo un sogno....-
-Aiutami Albert vogliono mangiarmi!-
-E come potrebbero...Sei un cyborg ricordi?,di umano ti è rimasta solo la ciccia-

Ma l'urlo più straziante provenne dalla camera di Ivan.
Quando Joe aprì la porta lo trovò a terra,macchiato di sangue che stringeva il corpo inerme dell'amico
-Svegliati ti prego!-singhiozzava in preda alla disperazione
- Ivan...-Joe lo alzò di forza impedendogli di muoversi e trascinandolo fuori
-Lasciami Joe!L'ho ucciso!Perchè!?-
-Sta calmo Ivan,calmo...-
- L'ho ucciso!Ho ucciso Ed! Lasciami!-si dimenava in preda ad un attacco di isteria - Perchè!?-
Il dottor Gilmor si avvicinò furtivo conficcandogli nel collo la siringa con un potente sonnifero.
-Ce l'hanno fatta-annunciò a Joe che continuava a tenere Ivan nonostante fosse addormentato



L'aereo privato sarebbe partito tra pochi minuti;giusto il tempo di sbirciare fuori dal finestrino per rendersi conto che non c'era nessuno a salutare la sua partenza.
Dopo quella brutta esperienza era meglio cambiare aria.O almeno così gli aveva consigliato il dottore:non sapeva quale sarebbe stata la sua meta,forse l'Italia o la Spagna,insomma un luogo in cui non c'erano ricordi.
-Coraggio campione,ora che questa storia è finita devi solo dimenticare!-gli lanciò un pallone. Meno male che lo zietto sapeva tirargli sul il morale.
-Sei pronto ad andare?-chiese amorevolmente la donna sedendoglisi accanto
-Possiamo aspettare ancora un pò?-
-Solo altri 5 minuti-
Non accadde nulla,a dire il vero non si aspettava nulla,voleva solo imprimersi nella mente la vista di Tokyo e tutti i bei momenti passati lì. Chissà se un giorno ci sarebbe tornato.
L'aereo decollò.
Continuava ad osservare il panorama con un'ombra di malinconia negli occhi.
-Non ti sei dimenticato nulla?-
Una voce lo fece sobbalzare. Si girò verso sedile accanto al suo:
-Sei qui...-
-Non volevo venire,ma non ne ho avuto il coraggio...-
- Ivan...-
-Stavolta ho accantonato l'orgoglio-
-Perdonami Ivan -
- Anch'io devo chiederti scusa Ed,se solo non fossi stato tanto preso da me stesso ti avrei aiutato....e invece per fortuna Joe,non è mio padre,si è ricordato dell'articolo in cui aveva letto che i tuoi erano scomparsi e ha mandato 005 e 008 a liberarli....mi avevi mandato dei segnali chiarissimi ed io....sono stato cieco- ammise
-Però sei stato tu a liberarmi dalla mia follia,mi hai impedito di fare del male ai tuoi amici e a me stesso-
Rimasero un pò in silenzio,poi Ed scoppiò in una risata fragorosa
- Perchè ridi?-non trovava il lato comico
-Mi hai nascosto anche che potevi teletrasportarti! Come ci sei arrivato qui?-
-Come hai detto tu...-
-Mi piacerebbe portarti con me-
-Sai che è impossibile-
-Lo credevo anch'io,poi ho scoperto che puoi andare dove vuoi,quindi fatti vivo ogni tanto!-
-E tu vienimi a trovare nei sogni!-
-Se c'è campo volentieri....a proposito di campo!Tieni!-gli diede una busta sigillata, un pallone da rugby e un libro
-Cosa sono?-
-Il pallone autografato per Jet,una copia di Shakespear per Bretagna con dedica di mia madre e nella busta...beh aprila!-
Una foto di loro due insieme scattata al campo di calcio.
- Ivan stiamo per attraversare l'oceano...-
- Arrivederci amico mio-
-A presto Ivan-


-Come stai Ivan?-
-Bene Françoise;ho voglia di andare al parco-
-Sicuro?-
-Non preoccuparti per me...-

Fece un bel respiro e si diresse sicuro verso il gruppetto di calciatori-Ciao ragazzi!-
-Ehi ciao!Dov'è il tuo amico?-
-Oh beh...è partito questa mattina-
-Peccato-
-Già...posso giocare?-domandò a bruciapelo
-Si,ne mancava giusto uno!-
Riuscì a fare goal appena prima di tornare a casa
-Ci vediamo-
-A presto!-

A cena decise di comunicare la sua decisione-Senta professore sarebbe un problema se cominciassi ad assentarmi la mattina?-
-Non possiamo sapere a che ora del giorno ci attaccheranno....ma perchè?-
-Pensavo che....forse dovrei frequentare la scuola,intendo come gli altri bambini....-
Tutti lo guardarono con una luce di approvazione negli occhi.
-Sei sicuro Ivan?Per te sarà dura...insomma,cosa mai potresti imparare?-
-Ad esempio che,se voglio degli amici,devo condividere con loro anche i momenti brutti. Li supereremo insieme,come i compiti di matematica!-

© 10/09/ 2007

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