settembre 05, 2010 Login | Registrazione  
 
 
 

SOLO, IN MEZZO AL CIELO

di Laura

 

CAPITOLO 1

 

Neve. Candidi fiocchi che si poggiano come un manto sulla terra nuda. Si posano ovunque:sui tetti,nelle strade,sugli alberi. Il vento ne scrolla un pò facendo oscillare i sedili delle altalene nel parco,ma non può arrivare a chi la neve se la porta nel cuore....

"Quando siamo diventati cyborg abbiamo perso tanto;prima fra tutte la possibilità di poter condurre una vita normale. E' un privilegio che non abbiamo viste le continue scorribande che ci capitano di affrontare,ma quando il nemico non si fa vivo possiamo concederci il lusso di stare tranquilli e riappropriarci,anche se solo temporaneamente delle nostre "vite". Ora ho fame e comincio a piangere per attirare l'attenzione".

Il dottor Gilmor entrò a passo svelto.

-Buongiorno Ivan -

-Buongiorno dottore-

-Hai dormito bene?-

-Si-

-è molto che sei sveglio?-

-Appena dieci minuti-

- Perchè non mi hai chiamato:avrei cominciato a prepararti il latte...-

-Meditavo...-

-Ci sono problemi?-

-No dottore non si preoccupi-

-Meglio così-

"Mi sorride. Il dottor Gilmor è sempre molto gentile con me;lo considero un buon amico e un nonno ideale,ma non avrò mai il coraggio di dirglielo"

-Quanto ho dormito?-

-Circa una settimana:l'ultima missione deve averti stancato molto-

-è vero- ammise -dove sono gli altri?- chiese dopo aver bevuto qualche sorso di latte nel biberon che il dottor Gilmor gli aveva dato.

-Sono andati a pattinare:il laghetto nella raduna si è ghiacciato-

-Piacerebbe anche a me uscire un po’ -

-Temo che dovrai avere pazienza,è nevicato molto in questi giorni e fuori ci sono almeno 20 cm di neve-

"Ma io conosco una scorciatoia,devo solo localizzare gli altri..."

 

-Coraggio Joe vieni!-lo invitò sulla superficie ghiacciata

-Peccato che non sappia pattinare-

-Posso insegnarti-

Fece un bel respiro. In effetti era un pò rigido e finì sul ghiaccio appena mise piede in pista guadagnandosi l'ilarità generale

-Almeno tu non ridere-

Gli tese la mano -Fa scivolare prima un piede e poi l'altro...bravo-

- Hei pattinatore provetto!-lo richiamò Jet lanciandogli contro una palla di neve. In quel momento apparve Ivan,il quale,ignaro della situazione,accusò il colpo che lo scaraventò in mezzo ad un cumulo.

Tutti accorsero a soccorrerlo;Joe,dopo che Françoise aveva abbandonato la sua mano,stava per fare un nuovo capitombolo,ma si salvò usando l'accelerazione e rifugiandosi sulla riva insieme agli altri.

-Che ci fai qui piccolo?-chiese Puma scrollandogli la neve di dosso

-....ECCì!....una passeggiata....brrrrrr,che freddo!-

-Come ti è venuto in mente di uscire senza neanche la felpa?-lo rimproverò la ragazza togliendosi la sciarpa e avvolgendolo delicatamente

-Volevo solo divertirmi un pò....ECCì!-

-Il dottor Gilmor lo sa che sei qui?-azzardò Albert

Il neonato li guardò con aria colpevole -Veramente...- tentò di giustificarsi

-Forza ragazzi non fatela tanto lunga!- si intromise Jet prendendolo in braccio -anche lui ha il diritto di svagarsi un pò:ora torniamo a casa e rassicuriamo il dottor Gilmor-

-Ottima idea-acconsentì Joe togliendosi i pattini e recuperando gli stivali

-E Geronimo?Si è allontanato per cercare dei ceppi di legno,non lo aspettiamo?-

-Resto io qui ad aspettarlo- si offrì Bretagna -così posso completare la mia opera-

-Quella massa informe con quel naso sarebbe la tua opera?Da quando si usano i pomodori invece che le carote?-lo stuzzicò Chang

-Da quando il soggetto a cui mi sono ispirato sei tu- rispose a tono l'inglese

-Battuta ridicola da parte di un comico altrettanto ridicolo-

-Prova a ripeterlo cuoco da strapazzo?-

Gli spettatori sbuffarono annoiati e li abbandonarono a quelle che ormai consideravano delle manifestazioni d'affetto

-Quanto sono noiosi-

-La parola giusta è: patetici-

-Non invidio Geronimo che se li sorbirà per tutta la strada del ritorno-

-Dategli un pò di fiducia,sono adulti in fondo...-ottimizzò Puma

 

Quando oltrepassarono il cancello di ferro venne loro incontro il dottor Gilmor:

-Mi stavo giusto chiedendo dove fossi andato Ivan,ma avevo immaginato bene, per fortuna-

Non era arrabbiato,anzi fu molto premuroso,congedò i ragazzi ringraziandoli di aver riportato Ivan.

- ECCì!-starnutì nuovamente il neonato

-Oh,oh- si impensierì Gilmor -Credo che ti sei preso un bel raffreddore:sfido io,uscire con questo freddo senza neanche il cappotto-

-Dottore,credo sia il caso di fargli un bagno caldo-

-Buona idea;portalo in laboratorio dopo-

 

Mise la mano sotto il getto d'acqua controllando che non scottasse:la temperatura era ideale. Versò il bagnoschiuma sul fondo della bacinella e la riempì:il contatto con l'acqua creò tante bolle;poi immerse il bambino con cautela brandendo la spugna e cominciando a strofinare con tutta la delicatezza possibile.

-Va un pò meglio piccolo?-

Annuì,l'acqua era un sollievo, però la testa gli faceva un male da morire,sembrava che dovesse scoppiargli da un momento all'altro. Le bolle di sapone fluttuavano davanti a lui:di solito si divertiva a farle scoppiare prima che andassero fuori portata,ma non ce la faceva. Si sentiva debole e fu contento quando il bagno finì.

Dopo essere stato asciugato e vestito venne visitato dal dottor Gilmor, il quale non fu affatto contento di sentire che Ivan tossiva. A fatica gli fece ingurgitare un antibiotico che servì a ben poco.

Passò una nottata terribile: pianse tutto il tempo. Respirava a fatica alternando affanno e tosse. La febbre era alta e non accennava a scendere,come se non bastasse aveva scatenato e perso il controllo dei suoi poteri,infatti gli oggetti nella stanza come libri o sedie avevano cominciato a vorticare pericolosamente tanto che il dottor Gilmor dovette fargli una puntura particolare per ristabilire l'ordine,ma non sufficiente a farlo smettere di dimenarsi e gridare.

Comunque non avrebbe svegliato nessuno:non riuscivano a dormire,un pò perchè era praticamente impossibile,ma la verità è che non se la sentivano di lasciarlo solo,nonostante il professore li incitasse ad andare a riposare.

L'alba portò con se un nuovo giorno e un pò di pace:quando il dottore uscì dal laboratorio,dopo essersi assicurato che il bambino dormisse,li vide tutti in salotto.

Alla fine avevano ceduto alla stanchezza e si erano addormentati:Albert era disteso sul divano,Bretagna e Chang,con due cuscini con la faccia,russavano sulle poltrone,a Jet era toccato dormire per terra con il busto appoggiato contro il muro;subito si preoccupò di coprirlo con un cappotto,anche Geronimo e Puma si erano sistemati su un altro divano,seduti,ma con la testa appoggiata sui braccioli e Françoise dormiva con la testa a poggiata sul tavolo. Sulle sue spalle era poggiata una giacca. Sorrise. Quel "qualcuno" aveva dimostrato un altro gesto d'amore.

Si diresse in cucina,eludendo i super-sensi della principessa,dove trovò la caffettiera gorgogliante e un sorriso stanco.

-Buongiorno-

-Buongiorno a te Joe-

-Come sta Ivan?

-Ha 38 e mezzo di febbre,speriamo che gli antibiotici facciano presto effetto-

-Che brutta nottata...-si stiracchiò

-I bambini si ammalano Joe,è normale,soprattutto dopo che ha preso quel colpo di freddo,in tutti i sensi-

-Già-

-E tu?Non hai dormito?-

-Aspettavo sue notizie-

-Ora ce le hai,quindi insisto perchè tu vada a dormire un po’ -

Il ragazzo guardò l'orologio e si alzò -Qualunque cosa sa dove trovarmi-

-Naturalmente-

La prese in braccio prestando attenzione a non fare il minimo rumore,precauzione esagerata:era esausta.

"Non la sveglierebbero nemmeno la cannonate"pensò divertito sdraiandola sul letto e coricandosi accanto a lei.

Anche Jet si era svegliato

- 'giorno- sbadigliò entrando attirato dall'odore del caffé

-Buongiorno-

-Come sta il poppante?-

-Si è calmato...;come va la schiena?-

-Sono un pò indolenzito-

-Ti consiglio una doccia calda e un altro pò di riposo-

-Non sarò io a disdegnare questi buoni consigli-

 

Passarono un paio d'ore prima che Ivan si svegliasse "Non c'è nessuno qui" constatò "dov'è il dottor Gilmor?" provò a concentrarsi per cercarlo;quei gesti così "abituali" gli costavano una grande fatica "è in salotto" concluse. Un nuovo colpo di tosse lo costrinse a sdraiarsi,ma era determinato a raggiungere il suo obiettivo;raccolse le poche forze che aveva e svolazzò lungo il corridoio. La vista sempre più appannata. Sul corpicino danzavano brividi di fuoco e di ghiaccio e nella sua testa sembrava esserci un vulcano in eruzione.

Nell'atto del varcare la soglia del salone ebbe un improvviso mancamento e perse quota.

Fu preso al volo da Albert che passava lì per caso:

-IVAN!- cercò di rianimarlo

Il dottor Gilmor accorse preoccupato -Presto Albert in laboratorio!Puma porta una borsa del ghiaccio!-

-Che succede!?-

-La febbre è aumentata di nuovo,devo fargli un'altra puntura prima che scateni ancora i suoi poteri-

Presto ricominciarono gli attacchi di pianto sempre più strazianti,finché al culmine delle forze cadde nel sonno.

-Ci sarà pure qualcosa che possiamo fare-meditò Geronimo

-Purtroppo no,figliolo,a parte stargli vicino-

-Non si senta in colpa dottore:nessuno poteva immaginare che si sarebbe alzato-

-Si è alzato perchè era spaventato e io non ero lì a vegliare-sospirò l'anziano scienziato

- Ragazzi- Joe richiamò l'attenzione -propongo di non far rimanere Ivan da solo,neanche quando dorme;è un sacrificio,lo so,ma è per il suo bene-

-Non è mai un sacrificio occuparsi delle persone che si amano- sentenziò saggiamente una voce femminile

-Non ha mangiato niente,neanche un sorso di latte-si impensierì Chang -Così non recupererà mai le energie-

 

"Nell'altra stanza stanno parlando di me....un momento,perchè sono qui?...Ora ricordo,mi si è annebbiata la vista e stavo per cadere....che mani fredde che ha Albert....mi scoppia la testa e ho la gola in fiamme....che buio qui...meglio chiamare gli altri"

Nell'oscurità della stanza sussurrò un nome sul quale sapeva di poter fare affidamento.

-Si è svegliato-annunciò la ragazza alzandosi

-Come stai piccolo?- domandò Gilmor prendendo il termometro e posando l'estremità sulla fronte del bambino

-Non ho molta voce-sussurrò. Colpo di tosse.

-Quanto ha di febbre?-

-è stabile a 39-

-Vieni Ivan,andiamo a mangiare qualcosa-

-Corro subito a scaldare il latte-

In realtà non aveva per niente fame,ma fece uno sforzo per non impensierirli troppo;cedette dopo un paio di sorsi.

-Coraggio bevine ancora un po’ - Chang gli avvicinò il biberon,ma lui girò la faccia affondandola dal nella spalla di Françoise che lo teneva in braccio.

-Forse non è il caso di forzarlo-

-Dai Ivan,prendi la medicina-

Chiuse gli occhi e strinse i pugni ingurgitando "quella schifezza" come la chiamava lui.

-Hei Ivan!C'è un programma per bambini in tv,ti va di vederlo?-

Quegli allegri animaletti che facevano continuamente avanti e indietro saltando e ballando erano molto simpatici,ma decisamente troppo rumorosi.

-No,grazie-

-In effetti credo sia meglio un'attività più tranquilla,che ne dici di leggere qualcosa?-

-Io dico che Bretagna ha avuto un'ottima idea,che cosa ci proponi?-

-Il piccolo principe- disse prontamente il bambino

Tutti si scambiarono un'occhiata vittoriosa.

-Vada per "IL PICCOLO PRINCIPE"-

L'interpretazione di Bretagna era talmente teatrale che una manciata di pagine dopo gli altri dovettero fare uno sforzo per non addormentarsi,cosa che Ivan non si preoccupò di nascondere.

-Lo porto in camera-

-Peccato che sia crollato sul più bello-rimase deluso il narratore

-Eh già,stavo per risolvere il mio problema di insonnia-

-Coma hai detto Chang?-

-Niente pensavo a cosa preparare per cena-si discolpò prontamente

-Io mi accontento di tutto,tranne di quell'insipida brodaglia che spacci per brodo di pesce-

"Cerca di mantenere la calma Chang..."arrossì lo chef

-Beh,io vado, a dopo-

-Bravo vai prima che faccia qualche gesto inconsulto- ma ormai era lontano per poterlo sentire e Chang se la prese con le verdure cominciando a tagliarle furiosamente con il coltello.

-Scusa Chang.....-

-Cosa C'è!?-esplose furioso al richiamo di Geronimo

-!?-

-Oh oh....scusa....Geronimo- farfugliò vergognandosi di quell'attacco d'ira

-Non preoccuparti,volevo chiederti se,per favore,potevi ridarmi il coltello-

Il cinese guardò il coltello che stava usando per tagliuzzare le verdure e si accorse dello scambio;quando il pellerossa rientrò in possesso del suo "fidato amico" si ritirò nella casetta di legno che si era costruito in giardino come laboratorio,nel quale si dilettava a intagliare figure nel legno. I soggetti preferiti erano gli animali:in salotto erano esposti parecchi esemplari magistralmente dipinti a mano.

"E ora al lavoro" si autoincoraggiò scoprendo da sotto il telo una figura abbozzata.

 

-Allora resti tu con lui?- chiese indossando la felpa

-Si tranquillo,ma tu dove vai?-depose il bambino nella culla-

-A fare un giro con Albert,ma torno presto-si piegò a darle un bacio ed aprì la porta della camera,ma fu richiamato

-Joe...-

-Si-

-Ti amo- sorrise raggiante

- Anch'io-quasi gli dispiacque chiudersi la porta alle spalle. Albert lo aspettava all'ingresso avvolto nel pesante cappotto nero:

-Pronto?-

Annuì -Andiamo-

Li vegliò con lo sguardo finché non si inoltrarono verso le colline che si stagliavano contro il cielo chiaro,nessuna nuvola che potesse confrontarsi con l'infinita distesa bianca.

Sul letto erano posati un paio di pile di vestiti piegati che dovevano essere riposti nell'armadio.

Dopo aver richiuso l'anta si mise seduta osservando il piccolo ospite,il quale inaspettatamente domandò cauto:

- C'è nessuno nei paraggi?-

- Ivan,ma allora eri sveglio?-

-Non volevo condannarvi a quel supplizio-

Lo guardò con dolcezza -Come stai?-

-Accaldato e ho mal di testa,ma sto cominciando a farci l'abitudine-

-Povero piccolo-lo prese in braccio

-Parliamo un pò?-chiese di getto quasi ad evitare di fare una domanda esplicitamente

-Va bene-rispose sorpresa

-Françoise...che cos'è l'amore?-

-Bella domanda-sospirò -ti confesso che mi metti un pò in difficoltà perchè,vedi piccolo,ci sono tanti tipi di amore-

-Tanti tipi di amore?Cioè?-

- L'amore è il più forte dei sentimenti:è una forza misteriosa che si manifesta in modi diversi,facciamo degli esempi:l'amore tra due persone è l'estremo bisogno di completarsi,per la persona che si ama si farebbe qualunque cosa- arrossì

-Credo che tu e Joe ne siate la dimostrazione,poi?-

-Anche l'amicizia è una forma di amore:saper di poter sempre contare su qualcuno è importante,bada però,che anche l'altra persona deve potersi fidare di te;in battaglia facciamo sempre affidamento gli uni sugli altri,ci copriamo le spalle a vicenda,ci rassicuriamo,capisci?-

-Credo di si-si fermò a riflettere -Dunque se siete nei guai sapete di poter contare su di me-

-Certo,e non mi riferisco solo alle innumerevoli volte che ci hai teletrasportato fuori dai guai-

- Continua- supplicò preso da quel discorso

-Poi ci sono le passioni,forme di amore intense,io ad esempio amo la danza,Geronimo e Puma la natura,il dottor Gilmor è un appassionato scienziato...potrei continuare all'infinito-

-Ma qual è l'amore più grande?-

-Questa è una di quelle domande che si definiscono a trabocchetto,perchè purtroppo ha tante risposte,ma anche nessuna-

-In quale categoria si manifesta l'amore per.....-era titubante- si...insomma....l'amore per un figlio?-

La ragazza strabuzzò gli occhi -Ah...beh io,proprio non so rispondere....mi spiace-

-Non preoccuparti la mia è stata una domanda istintiva,mi è venuta per caso...bene...io...torno a dormire....buonanotte-evase dalla conversazione

-Buonanotte piccolo-lo salutò rimboccandogli le coperte

 

-Coraggio pivello mettici un minimo di impegno!-

-Cosa credi che stia facendo?-barcollò cercando il giusto equilibrio

-Il problema è che sei troppo rigido;rilassati...ecco,bene;ora scivola piano prima con un piede e poi con un altro-

Lo scivolone fu inevitabile -Propongo una pausa-gattonò fino alla riva

-Certo però che ti ammiro:riesci sempre a stupirci:voler imparare a pattinare per essere alla "sua" altezza come dici tu-

Joe non disse nulla,fu Albert a continuare -Lo sai meglio di me che per lei non conta se sei Superman o il miglior pattinatore del mondo,le piaci così come sei-

Anche lei gli aveva detto le stesse parole -Ma tu come....?-

-Non per vantarmi,ma credo di essere il confidente preferito di Françoise,ma lo ero da prima che vi dichiaraste reciproco amore-

Molte volte Joe aveva ammesso a se stesso di temere Albert come un possibile rivale,ma i sensi di colpa lo portavano a pensare che forse,era solo paranoico,ma ora...

-Tu,sei stato innamorato di Françoise?-

-E secondo te è una cosa che direi al suo ragazzo, nonché mio caro amico?-

-Scusa...-

-Hai mai pensato che,se avessi aspettato ancora,magari le cose sarebbero andate diversamente?-lo guardò fisso negli occhi,cosa che fece uno strano effetto all'interlocutore

-Che intendi?-

-Che forse Françoise si sarebbe invaghita di un altro uomo,uno che l'avrebbe fatta sentire amata e desiderata- "Guarda che faccia poveretto,lo sto proprio massacrando" pensò divertito "Lo stuzzico ancora un pò, vediamo che succede"

-Non dirmi che non ci avevi mai pensato?Non ti sei mai accorto di come la guardavano gli altri?-

-Gli altri?-esclamò sorpreso

-Non è successo mica per miracolo che Jet sia diventato più civile,sempre garbato e pronto a tutto per aiutarla...-

-JET!?-

-E Puma?-Sapessi come la guardava....-

-PUMA!?-

-E Geronimo?Tanto timido e riservato,ma pure lui se la mangiava con gli occhi-

-GERONIMO!?-

-E Bretagna?Alla faccia dell'uomo vissuto...-

-Eh no!Bretagna è troppo!-sbottò -E di Chang che mi dici?-

-Volevo risparmiartelo,ma anche Chang...-

-CHANG!?-era incredulo.

Albert non potè resistere a quella faccia e scoppiò a ridere di gusto fino a farsi venire io mal di pancia.

-E così ti sei preso gioco di me?- sibilò

-Dovevi vedere che faccia avevi!-

-Ma tu guarda: bell'amico davvero!-

-Coraggio pivello,torna in pista-

Appena mise piede sul ghiaccio Albert richiamò la sua attenzione -Hei Joe,te la sei presa?-

-No amico,non preoccuparti-sorrise

-Ah bene perchè Jet ti manda questo per rifarsi dell'altra volta-

Il colpo andò a segno e Joe si ritrovò di nuovo seduto sul freddo.

 

-Dallo pure a me-

-Grazie Puma,puoi misurargli nuovamente la febbre quando si sveglia?-

-Certamente-

-Allora lo affido a te-

In salotto c'era solo Jet beatamente disteso sul divano:

-Ciao-

-Ciao principessa-si mise composto liberandole un posto a sedere

-Che stai facendo?-

-Aspetto con ansia il ritorno di Albert,perchè devi sapere che il sottoscritto e socio hanno organizzato al tuo principe uno scherzetto con i fiocchi-le spiegò di cosa si trattava e fu lieto di vedere che la prese a ridere

-Lo sai che rischiate grosso, vero?Joe è molto geloso-

-Come se non lo conoscessimo,ma deve stare attento perchè anche noi siamo gelosi-

-Jet,smettila di fare il cascamorto e apparecchia!- lo sgridò Chang dalla cucina

-Subito mammina!-cantilenò -mai un attimo di pace-

In quel momento giunse Geronimo -Che profumino Chang:cos'hai preparato di buono?-

-Risotto di verdure e fiori di zucca-annunciò orgoglioso

-Che meraviglia,ho un favore da chiederti Françoise-

-Dimmi-

-Non è che per caso hai dei nastri?-

-Si certo-

-Però mi servono lunghi-

Ci pensò un attimo -Dovrei avere qualcosa,vado a controllare-

-Dammeli pure con comodo-

I super-sensi l'avvertirono che Joe stava tornando,così decise di aspettarlo alla finestra;fu un sollievo vedere che l'aspettava e la salutò con un cenno.

-Bentornati-

-Ora che hai visto che nessuno l'ha rapita puoi dormire sonni tranquilli-infierì Albert togliendosi il cappotto

Joe sospirò rassegnato -Vado a farmi una doccia-salì le scale senza voltarsi

-Non credi di aver esagerato?-

-Affatto,così starà attento a non farsi scappare le cose preziose-

-Sono lusingata....ma ora è meglio che vada a rassicurarlo-

Aspettò paziente che finisse la doccia e rimase sorpresa di vedere che,quando uscì,alzò lo sguardo incontrando i suoi occhi,continuando però a torturarsi il collo.

-Vieni qui-lo invitò a sdraiarsi sul letto -girati che ti faccio un massaggio-

-Sarebbe meraviglioso- chiuse gli occhi abbandonandosi al movimento delle mani sul suo corpo.

-Mi rimangio quello che ho detto:meraviglioso è riduttivo-

-Io l'ho sempre saputo che,in qualche parte del mondo,c'era qualcuno che mi stava aspettando,qualcuno a cui avrei donato il mio cuore,che mi avrebbe amata e protetta per tutta la vita-aspettò che gli si imprimessero queste parole -E quando ho visto te Joe,con quegli occhi da cerbiatto e il cuore di un leone,ho capito subito che eri tu quel qualcuno,solo che tu,amore mio,avevi bisogno di un pò di tempo per aprirti e per tornare ad amare,ma non ti do nessuna colpa,dato che le circostanze in cui ci siamo trovati non erano certo delle più romantiche-concluse come una sorta di battuta.

Joe rise fra se e girò la testa -Stavo pensando la stessa cosa e sono arrivato alla conclusione che i nostri amici ci hanno sempre dato la loro benedizione- "E molti incoraggiamenti"

-Dunque sei sempre stato tranquillissimo?-

-Non "sempre"-ammise -ti confesso che in effetti qualche volta ho creduto che il tuo rapporto con Albert andasse oltre la semplice amicizia...-

- Anch'io ho una cosa da confessarti-disse prudente

-Cosa?-

- C'è stato un periodo in cui io ho provato un forte interesse per un altro uomo;non so perchè,forse ne ero attratta perchè era più grande,più maturo,fascinoso-

-Chi era?-deglutì

La ragazza sospirò nostalgica e tutta d'un fiato disse - Bretagna-

Ma non passarono che una manciata di secondi che scoppiò a ridere. Quella giornata era destinato che tutti gli ridessero in faccia:

-Ti sei guadagnata la dose quotidiana di solletico-

Cominciò a farle il solletico:la ragazza rideva e si dimenava -Va bene!Va bene!Hai vinto!Contento?-

-No,voglio un bacio-

Lo baciò.

Il resto della serata passò abbastanza tranquillamente:tra una battuta e l'altra s gustavano le ottime pietanze;lo confermò Bretagna -Esigente,come sono-fu il commento che pose fine hai dissapori con Chang,il quale era riuscito a darne doppia porzione a tutti tranne ad Ivan che si saziò con un pò di latte.

-Proprio non te la senti di mangiare i tuoi biscotti preferiti?-chiedeva il cuoco insistentemente rimanendo sempre deluso dalla risposta negativa.

Al dottor Gilmor dispiacque interrompere quella serenità famigliare,ma i motivi che lo animavano erano troppo importanti:i fantasmi neri erano di nuovo all'opera. Richiamò l'attenzione generale -A malincuore devo annunciarvi che i nemici hanno un nuovo piano in mente e vi premetto che questa volta sarà più dura delle precedenti uscirne vincitori,ma confido che ce la farete anche stavolta-

-Di che si tratta?-si informò assumendo i panni del leader

-Sembra che abbiano intenzione di creare un nuovo esercito....-

-Altri cyborg!?-sbottò Jet interrompendo il dottor Gilmor -Scusi....-

-Non so cosa abbiano in mente di preciso,ma sono sicuro che questa volta il loro obiettivo non è creare altri cyborg,ma delle vere e proprie macchine-robot-

-Se posso permettermi...-

-Dimmi Puma-

-Trovo che la cosa sia troppo sospetta,insomma,se sono arrivati alla conclusione di "costruire" cyborg è perchè la macchine li devono aver delusi-

-O peggio- intervenne Albert -hanno trovato un modo per potenziare i robot e farli arrivare ai nostri livelli. Questa volta ci divertiremo-

-I nemici hanno un laboratorio situato in un castello,le cordiante sono già inserite nel Dolphin-

-Partiamo subito allora!-

Tutti si rivolsero istintivamente verso il neonato,il quale li rassicurò:

-In caso di bisogno interverrò,non preoccupatevi-

-Non è questo Ivan...-

-Resto io qui con lui ovviamente,ora andate!-

 

 

-Credo che questo sia il tipico castello in cui trovare un fantasma-disse Chang appena arrivati a destinazione

-Già,classico castello medioevale con torri e ponte levatoio-

-Molto suggestivo:voi che dite,troveremo una principessa addormentata nella torre più alta?No perchè vorrei prenotarmi-

-Vedo che sei sarcastico come al solito Albert-

- Quello che voleva dire,ragazzi,è che non è il caso di soffermarsi sull'architettura - intervenne Puma

-Cosa vedi Françoise?-

-Quel castello è un labirinto di corridoi e i laboratori ovviamente sono nel sotterraneo-

-Sistemi di allarme?-

-Il laboratorio è un bunker blindato protetto da dispositivi di antivisione,non riesco a vedere niente all'interno;nei corridoi,invece,stanno facendo la guardia una ventina di soldati-

-Sembrerebbe facile fare irruzione,ma non credo che siano così sprovveduti...-

-Forse si sentono al sicuro e non temono un nostro attacco-azzardò Jet

-Non è da escludere-

-E se invece il loro piano prevedesse di farci raggiungere il laboratorio?Non è lì che tengono la "sorpresa"?-

Molti concordarono con l'ipotesi di oo4,ma sapevano che,in ogni caso,sarebbero dovuti scendere fino all'esterno del bunker.

-Siate prudenti,e ora andiamo-

-Una domanda capo-

-dimmi Jet-

-Dove si entra?-

-Dalla porta principale ovviamente!-

Prima di effettuare la loro grandiosa entrata in scena dovettero aspettare che Puma attraversasse il fossato per raggiungere la leva e far abbassare il ponte levatoio;quando riemerse in superficie:

-Ascolta 009,ho trovato un canale che forse mi condurrà nelle secrete,vi aspetterò lì e intanto penserò un modo per entrare nel laboratorio-

-Vai con lui 007!-

Appena li videro i nemici cominciarono a far fuoco,ma non l'ebbero vinta neanche stavolta.

-E anche questa seccatura è fatta-annunciò Jet strofinandosi le mani

-Ora deve indicarci lei la strada madame-Albert fece un inchino

-Con immenso piacere monsieur-

Raggiunsero Bretagna e Puma:ogni tentativo di sfondare l'enorme porta di metallo si era rivelato inutile:

-Neanche un graffio-

-Tentiamo di nuovo-si offrì Geronimo pronto a sferrare uno dei suoi pugni più potenti,ma non ne ebbe il tempo visto che la porta si stava aprendo.

Ne uscirono una decina di robot:giganti quanto 005 ed equipaggiati come 004.

-E questa sarebbe la concorrenza?-chiese Chang caricando il lanciafiamme.

Un piccolo sottomarino intanto lasciava silenzioso il castello.

 

Il dottor Gilmor non arrivò in tempo per impedire che Ivan perdesse nuovamente il controllo dei suoi poteri:una nuova crisi l'aveva colto un paio d'ore dopo che gli altri avevano lasciato la casa-base. L'unica cosa che potè fare fu aspettare che i rumori all'interno della camera cessarono (segno che era finita) e, quando entrò per soccorrere il bambino,non potè credere ai suoi occhi:gli scaffali erano crollati,i libri sparsi per terra,il tavolo ribaltato,le sedie senza gambe....Anche la culla era rivoltata sul pavimento.

- Ivan!-accorse preoccupato

-Sono qui dottore-disse una voce limpida da sotto le tende.

L'anziano scienziato non riuscì a pronunciare una parola,tanto fu incredibile quello che vide....

 

-Ascoltate:il loro punto debole è quel marchio che hanno sul petto,genera uno scudo protettivo che li rende immuni agli attacchi!-li avvisò la ragazza schivando un colpo di laser che uno di quei bestioni le aveva destinato

-Qualcuno ha qualche suggerimento?Questi non mollano!-Jet si guadagnò un colpo allo stomaco che lo scaraventò contro la parete;Joe andò in suo aiuto mirando al punto indicatogli dalla compagna,ma purtroppo non concluse nulla "Maledizione come facciamo ad attaccare quello scudo?" un urlo lo costrinse a voltarsi:Geronimo era stato colpito alla spalla e era seduto in terra mentre la macchina avanzava minacciosa.

Un lampo di luce apparve nell'antro semibuio,tutti si coprirono gli occhi per non rimanere abbagliati e quando il chiarore cessò,distinsero una figuretta esile tra 005 e il robot

-Salve ragazzi!-disse un bambino di circa 6 anni con dei grandi occhi penetranti e i capelli castani leggermente arruffati. Indossava la loro stessa divisa rosso fuoco e intorno al collo era avvolta una vistosa sciarpa gialla -Mi occupo io di loro- detto questo scagliò una sfera di energia contro il malcapitato che aveva davanti,il quale saltò in aria all'istante. L'unica cosa che rimase di quel robot furono alcune parti meccaniche e qualche vite.

I compagni del "defunto" si scagliarono tutti contro quel minuscolo intruso,ma fecero la stessa fine sotto lo sguardo sbalordito dei presenti.

Quando i nemici non erano più una minaccia il ragazzino rivolse verso gli increduli spettatori un sorriso accattivante.

-Non ci credo-sussurrò Jet- tu sei...sei Ivan?-

Annuì

-Ma che gli hai dato da mangiare Chang?-domandò Bretagna

-Latte- rispose- però,l'ho sempre detto che faceva crescere-aggiunse compiaciuto.

 

 

CAPITOLO 2

 

Santo cielo figliolo tu devi smetterla di sparire così all'improvviso!-

-Ha ragione dottor Gilmor,ma si è trattato di un'emergenza-si scusò

-Per fortuna che sei arrivato in tempo Ivan,altrimenti saremmo ancora lì a cercare di colpire quei robot!-esclamò soddisfatto 007-Deve sapere dottore che il piccoletto è riuscito a far saltare per aria certi bestioni incredibilmente forti-

Gilmor guardò Ivan,ma non c'era ammirazione nei suoi occhi -è così Ivan?-

-Si- rispose sincero chinando il capo

Bretagna si accorse di essere stato indiscreto e cambiò argomento -Beh,perchè ce ne stiamo tutti qui fuori impalati al freddo?Forza andiamo dentro a scaldarci!-

-Dottore,può medicarmi la ferita?-

-Certo Geronimo, va pure in laboratorio e a voi consiglio di seguire il suggerimento di Bretagna-

-Ascolta piccolo,che ne dici se domani andiamo in città a comprare qualche vestito?-si piegò a proporgli Françoise

-Mi sembra una buona idea-convenne Joe- Nel frattempo ti presto una maglia e un paio di pantaloncini-

-Grazie Joe-

 

Una volta medicata la ferita di 005 il professore lo congedò e si preparò ad affrontare un discorso con Ivan. valampo di luce appetello,le coEra preoccupato:se da neonato riusciva a fare quello che faceva figurarsi ora che poteva sforzare ulteriormente il suo fisico. Mentre si apprestava a salire le scale incontrò Jet;inizialmente si scambiarono un sorriso di saluto,poi il ragazzo ci ripensò e tornò indietro.

-Professore?-

-Si Jet?-si voltò

-Ecco...non sia troppo severo con lui-

-Con te sono mai stato severo Jet?-

Ci pensò un pò:era innegabile che ogni tanto aveva combinato qualche guaio,ma il dottore era sempre stato comprensivo -No,però è vero anche che io non ho 6 anni-

-So perfettamente che Ivan ha agito nella massima buona fede,tuttavia deve capire che non può essere così irruento;quel ruolo è già occupato da qualcun altro- e lanciò un'occhiata bonaria all'interlocutore.

Il ragazzo sorrise imbarazzato e proseguì per la sua strada ,così come il dottor Gilmor.

Bussò alla porta della camera di Françoise (e Joe).

-Avanti dottor Gilmor-

-Scusate il disturbo-

-Non si preoccupi-

- Dov'è Ivan?-

-Stanotte dormirà in camera di Joe- arrossì

-Lui dov'è invece?-

-Sta mettendo le catene alla macchina,domani vorremmo andare in città per comprare qualche vestito ad Ivan -

L'anziano scienziato sospirò.

-Qualcosa non va dottore?-

-Puoi chiedermi di portarmi un rapporto dettagliato sulla missione?-

-Certamente-

Passò qualche istante prima che osò chiedere -è per Ivan vero?-

-Quello che è successo non è un fatto scientificamente spiegabile,ma ormai,viste anche le vostre reazioni,non ci stupiamo più di niente;il vero problema sono i suoi poteri,potrebbe diventare...-

-Non lo dica, la prego-

-Dipende da Ivan,ma prenderò comunque provvedimenti,buonanotte figliola-

-Buonanotte-

Prima di tornare nel suo studio si recò in camera di Joe e bussò. Non ricevendo risposta decise di entrare comunque."Sta dormendo:deve essere sfinito". Ivan dormiva beato con indosso una t-shirt un pò troppo lunga per lui e un paio di "pantaloncini".

Gli poggiò una mano sulla fronte per verificare se avesse ancora la febbre e dopo essersi accettato che stesse bene gli rimboccò le coperte.

-Buonanotte- sussurrò chiudendo la porta

 

Chang si diresse a passo pigro verso la cucina,si era alzato presto per preparare la sua famosa torta al cioccolato.

"Almeno la mattina si può lavorare in pace".

Rimase sorpreso di vedere che la luce era accesa,qualcuno doveva averlo preceduto.

-Strano che siete già in piedi a quest'ora-commentò varcando la soglia

- Buongiorno- lo salutò una voce limpida

-Oh,Ivan ciao-

Il bambino era seduto,con 3 volumi sopra il cuscino della sedia,e uno aperto sul grande tavolo

-Che fai in piedi di buon'ora?-

-Sono troppo eccitato per dormire ancora-

-Non sei neanche un pò stanco?-

-Mi sono riposato abbastanza ieri notte e mi sento carico al 1000%-

-Suppongo che sia una buona cosa-disse incerto lo chef

-Che c'è per colazione?-

-Ah,già la colazione!Volevo preparare una torta,ma ci vorrà un pò di tempo-non è abitudine di un cuoco lasciare i commensali senza cibo quindi provvide- Nel frattempo però ti preparo latte caldo e biscotti-

-Grazie-

"Almeno ha ripreso a mangiare con gusto" notò soddisfatto mentre amalgamava gli ingredienti e versava la bustina di cacao.

Verso le 08:15 anche gli altri scesero in cucina per rifocillarsi (Bretagna preferiva usare il linguaggio militare quando parlava della cucina di Chang,più per fargli un dispetto che per altro).

Ognuno si sedette al proprio posto ben apparecchiato:

-Ha davvero un aspetto meraviglioso-

-E allora mangiatela-

- Gnam,buona-commentarono,ma non sembrava soddisfatto

-Eccezionale Chang!-

-Miss Lago dei cigni sa come ingraziarsi faccia di polpetta-sussurrò il comico a Puma

-Ti ho sentito!-

- Acc....!-esclamò il comico portandosi una mano alla bocca -E adesso che farai?-

-Ti ricatterò,ovvio-

-Non ne saresti capace-

-Non stuzzicarla-gli consigliò Jet

- Fran,io ti do il doppio di quanto ti dà lui per non tenere la bocca chiusa-scherzò Albert

-Fran?Non suona bene-osservò Joe

- Perchè tu come la chiami?-

-Questo è un colpo basso!-

-Buongiorno!-

-Buongiorno dottore!-salutarono in coro

Bussarono.

-Ciao a tutti!-prima di sorbirsi la ramanzina disse-Stavo giocando in giardino e ho chiesto il permesso a Chang-

-Confermo-

-Vieni a fare colazione Ivan - lo invitò Françoise allontanando la sedia per farlo sedere

 

Ore 10:25,camera di Joe:

-Ti stanno tanto grandi i mie vecchi jeans?-chiese Jet alla porta del bagno

-Mi stanno un pò larghi in vita-

-Non preoccuparti ho qui una cinta-

-Se è quella con il teschio scordati che la metta!Mi sento già abbastanza ridicolo-

-Tranquillo razza di ingrato,non è quella, e non ti azzardare a chiedermela in prestito in futuro!-

- Contaci- disse uscendo mentre si infilava la felpa. Fece scivolare tra i passanti la cintura di cuoio che l'amico gli porgeva e uscì in fretta e furia per raggiungere il garage,ma prima ritenne opportuno salutare il dottor Gilmor e per sua fortuna lo trovò in salotto seduto davanti al caminetto scoppiettante.

Dovette convincersi che non c'era in programma nessun rimprovero prima di avvicinarsi:

-Allora io vado,dottore-

-Divertiti ragazzo mio-

-Bene allora io vado...- ripeté

-...-

-?-"Che stava per dire?"

-Chiamami un attimo Françoise-

-Credo che l'abbia appena chiamata lei-disse rivolgendosi alle scale,dove scesa bella ed elegantemente avvolta nel lungo cappotto bianco

-Mi cercava dottore?-

-Va pure Ivan - aspettò che si allontanasse- Non mi sembra il caso di ammonirvi di tenerlo d'occhio,ma al minimo sintomo di perdita di controllo riportatelo a casa-

-Certo dottore-si inginocchiò per dargli un bacio sulla guancia-Non stia troppo in pena-

 

Come al solito il centro commerciale traboccava di gente;era difficile muoversi in mezzo a tutte quelle persone che si fermavano ad ammirare le vetrine opportunamente addobbate e preparate con cura. La collezione autunno-inverno linea femminile non era certo granché,ma con un pò di sforzo magari si sarebbe riuscito a trovare qualcosa di carino:per fortuna non era quello il suo obiettivo,ma il secondo piano dove si trovava il reparto bambino.

Il protagonista dei pensieri della ragazza però era troppo distratto a guardarsi intorno per darle ascolto mentre rifletteva quanti e quale sarebbe stato il capo d'abbigliamento più adatto,impegnato ad ammirare lo spettacolo di luci,colori e suoni.

-Non è la prima volta che vieni al centro commerciale...-gli ricordò Joe notando tutto quell'entusiasmo

-Ma è molto diverso visitarlo nel passeggino e avere i piedi per terra-

-Si....forse hai ragione....-

-Ragazzi armatevi di coraggio che dobbiamo andare al secondo piano-

-E il coraggio a che serve?-

-A cercare di arrivare alle scale mobili e superarle-indicò con il dito il mare di gente tra loro e il loro traguardo:anche lì sopra erano tutti ammassati come in una scatola di sardine.

 

-Allora piccolo guardati in giro e scegli quello che ti senti ti stia bene-

-Non posso semplicemente affidarmi a te?-le parole che avrebbe voluto sentirsi dire

-Ottima scelta-sorrise aspetta un attimo

-Hai firmato la tua condanna Ivan,ora svuoterà il centro commerciale,se siamo fortunati...-

-Grazie per la fiducia tesoro-

"Mi dimentico sempre di quel piccolo particolare:ci sente"

Comunque decise di seguire il silenzioso consiglio del suo principe di essere moderata,ma sembra che qualunque cosa scegliesse ci azzeccò alla grande:

-Sei proprio carino!-si complimentò mentre il bambino apriva la tenda del camerino

In effetti era soddisfatto di quei jeans con la maglia sportiva azzurro cielo e la felpa bianca con sopra stampato un ragazzino con una palla da basket in mano. Sopraggiunse anche Joe con un giubbotto-Vedi un pò se ti sta-.

Gli stava. Aveva ereditato l'"occhio" della sua donna.

Il risultato fu che uscirono dal negozio con un guardaroba nuovo (non esagerato).Mentre si dirigevano verso il garage Ivan cercava di darsi un contegno con i nuovi vestiti che indossava,così come cercava di nascondersi dietro Joe se qualche bambina in gonna e treccine gli rivolgeva timidi sorrisi. Anche se poteva sembrare strano era costretto a rifarsi degli amici,quelli che incontrava sempre al parco giochi ormai erano fuori portata. Troppo piccoli,e anche stavolta era lui ad essere di troppo.

I suoi sospiri furono interrotti da grida improvvise. Uno delle decorazioni attaccate al soffitto aveva ceduto e stava per schiantarsi addosso all'area riservata ai bambini dove si trovava la gabbia con le palline;non potevano scappare,non ce l'avrebbero fatta.

Joe si buttò in avanti per usare l'acceleratore,con tutta l'intenzione di spostare tutto il gioco con i bambini all'interno,con la rincorsa non sarebbe stato difficile,ma scoprì troppo tardi che era inchiodata al pavimento!. Non aveva altre possibilità se non quella di sfondare la parte davanti e portare via i bambini a portata di mano.

Stava per fare così. Poi però si fermò. Niente. Tutto era fermo e in silenzio. Ferme le persone,le macchine nel parcheggio,gli animali. La decorazione sospesa a mezz'aria si dissolse in tanti coriandoli.

I suoi occhi sapevano dove posarsi,ma il suo cuore sperava che non fosse così.

Ivan era fermo con il braccio in avanti e il palmo verso l'alto;lo abbassò subito e tutto riprese. 009 ritornò a passò discreto verso di loro:

-Torniamo a casa-disse secco,e sconcertato

Appena salì in macchina poggiò entrambi i pugni sul cruscotto e abbassò la testa come a voler riflettere un attimo.

Gli si sedette accanto,abbastanza sconvolta e con lieve senso di colpa:era troppo svantaggiata per poterlo aiutare.

Si sedette silenzioso nel sedile posteriore con una voglia pazzesca di scomparire all'istante.

-Tutto bene Ivan?-

Fece cenno di si con il capo.

-Tutto bene Joe?-

"Non proprio tutto",ma a lui rivolse un sorriso rassicurante

A metà del tragitto,per quanto si era ripromesso di stare calmo non potè fare a meno di supplicarli:

-Non ditelo al dottor Gilmor-

-Non possiamo fare altrimenti Ivan - stavolta non lasciò che fosse Joe a prendersi la responsabilità della risposta -Comunque non preoccuparti:hai fatto un'azione meritevole di lode,se non fossi intervenuto quei bambini...non voglio neanche pensarci,e di questo il dottore ne terrà conto-

-Ne terrà conto per diminuirmi la punizione!-sbottò brusco

Joe frenò all'improvviso davanti all'entrata del cancello,slacciò la cintura e lo guardò in faccia -Nessuno ti metterà in punizione questo te lo giuro!-disse altrettanto duro,ma quegli occhi infantili sostennero il suo sguardo.

 

 

Il dottore capì immediatamente che era successo qualcosa,dopo che 003 consigliò ad Ivan di andare a giocare.

- Cos'è successo?-la domanda riunì una folla di curiosi

Joe degnò la finestra di una rapidissima occhiata-Andiamo in laboratorio-

-Possiamo venire anche noi?-

-Credo che sia il caso-

Si accomodarono intorno al grande tavolo:

-Quello chiesto per raccontarvi ha dell'incredibile-

-Come ogni cosa della nostra vita del resto-

-Credimi Bretagna questa volta è molto diverso-

-E sentiamo cosa sarebbe successo di così esaltante-

- Ivan ha bloccato il tempo!-

 

Sedeva sul precipizio della scogliera ad osservare il mare:non era così emozionante il mare d'inverno,lo preferiva di gran lunga l'estate.

"In estate tutti sembrano più allegri,andiamo in spiaggia,giocano a palla,io mi ritrovo con tre kl di crema addosso. Si perchè prima me la mette Françoise (non meno di tre volte al giorno),poi arriva mr Capelli al vento che vuole far vedere che è responsabile e anche lui mi pittura di bianco,poi ci si mette Bretagna,che quando non ha niente da fare,mi piglia e mi mette la crema,in suo aiuto arriva Chang,il quale per rimproverarlo di essere un incapace gli mostra come deve fare....;forse sono un pò stressato" concluse,e per un attimo dimenticò le sue angosce.

Il gigante buono gli si sedette vicino ed ebbe timore che fosse l'ambasciatore delle sue pene,invece sembrava semplicemente tornare dal suo laboratorio,dove aveva deciso di lasciare in sospeso la sua ultima opera.

-Credo di doverti ringraziare per aver dotato la vecchia bicocca di un tetto super tecnologico-era un campo di energia per evitare che la neve si abbattesse sul tetto facendolo crollare

-Quindi quello che ho fatto non mi costerà l'appellativo di "pericoloso"-

-Chi ha detto che sei pericoloso?-

Non disse niente.

-Non le devi neanche pensare certe cose-lo rimproverò - Ivan....-

-Ho sospeso il tempo-

-Cosa...?-

-Ho fermato il tempo al centro commerciale-e raccontò in breve l'accaduto

-Wow,sei stato coraggioso-

-Non tutti la pensano così-

- Ivan,gli adulti ragionano in modo diverso dai bambini-

-Me ne sono accorto-

-Mettiti nei nostri panni,abbiamo paura che possa succederti qualcosa:I Fantasmi neri,non hanno pietà per i traditori e per loro tu sei...-si interruppe,certi discorsi proprio non se li sentiva di farli ad un bambino

-Per loro io sono un'ottima preda...pensavi questo-

-Non leggere nei pensieri altrui-

-Ci sono arrivato per ragionamento-lo tranquillizzò- E ti confesso che ho un pò di paura,ma non di loro,bensì di quello che potrebbe succedere se un giorno mi trovassi ad non avere nessun'altra scelta che il male-

- C'è sempre una scelta,ricordalo-

-Ci proverò-

Stettero un pò in silenzio,poi Geronimo si rivolse al cielo-Non mi ero acconto che nevicasse,avrò le spalle piene di neve...-ma non era così visto che erano riparati da un altro scudo di energia

 

Quando tutti lasciarono il laboratorio Joe mantenne la sua promessa:

-Non voglio che metta in punizione Ivan -

-E stai sicuro che non lo farò,davvero Joe pensi che sia capace di una cosa del genere:punire Ivan per colpe che non ha?-

-E allora cosa intendeva per prendere provvedimenti?-

-Gli rifarò quella puntura,la stessa che gli ho fatto quando aveva la febbre-

-A che serva esattamente-

-Inibisce momentaneamente i suoi poteri,così si abituerà a controllarli gradualmente-

Quando fu informato dell'idea del dottor Gilmor non era molto entusiasta,ma pose fine ad ogni discussione con un secco -Gli adulti siete voi-

Gli effetti di quella puntura,però arrivarono come un pugno in pieno stomaco durante la notte:nel giro di pochi secondi si ritrovò allo stremo delle forze. Il respiro era diventato irregolare così come il battito cardiaco;il cuore poteva scoppiargli da un momento all'altro. Non poteva cedere,non era giusto che perdesse il controllo di se stesso "Perchè non possono accettarmi come sono!?" pensò piangendo,ma non permise che finisse con una sua sconfitta.

 

Albert si svegliò incredibilmente desideroso di una birra fresca;ormai la preferiva di gran lunga all'acqua.

-Bere birra mi aiuta a rilassarmi-spiegava ai suoi amici;e forse quella sera aveva bisogno di rilassarsi per attenuare quel senso di inquietudine.

Scese a passo felpato verso la cucina dove prese una birra dalla sua scorta;un'ombra passò l'ingresso alle sue spalle,talmente silenziosa da poter passare per una fantasma,ma 004 a quelle sciocchezze non ci credeva proprio e gli bastò fare due calcoli:

-I mocciosi come te dovrebbero dormire a quest'ora-

-Avevo fame-mentì

-Allora perchè non sei entrato in cucina?-

-Per evitare di incontrare un vigile come te-la figura avvolta nel buio

Sospirò cercando di mantenere la calma.

-Vieni dai,prepariamoci un panino:cosa preferisci salame o tonno?-

-Salame-

-Non ti dispiace se prima verifico che ti sia lavato le mani,vero?-il tono si inasprì e con un gesto fulmineo afferrò Ivan per un braccio costringendolo ad estrarre dalla tasca la mano che cercava di nascondere.

Albert lo lasciò subito quando vide che era mal fasciata e la benda era completamente sporca di sangue.

- Cos'è ti impressiona il sangue?-chiese spento quando lo vide sconvolto

- Perchè Ivan?-

- Perchè sono stufo di essere trattato come un giocattolo:NESSUNO SI è MAI PREOCCUPATO DI CHIEDERMI COSA NE PENSASSI!-

-SMETTILA!

-SMETTETELA VOI DI STARMI ADDOSSO!VI ODIO!-

Questa volta un ceffone non glielo tolse nessuno.

L'ultima cosa che tutti videro,accorsi in seguito alle urla dei due,furono gli occhi bagnati e feroci di chi si sentiva tradito e un fascio di luce.

 

 

CAPITOLO 3

 

Albert cadde in ginocchio sul pavimento e guardò il metallo della sua mano,leggermente macchiato di sangue.

Sospirò rialzandosi-Dobbiamo trovarlo-

Jet non fu così diplomatico e organizzato: sferrò un pugno in piena faccia al tedesco,il quale cadde nuovamente a terra-Che cavolo gli hai detto?- sibilò a denti stretti

Albert rispose con uno sguardo feroce pronto a ripagarlo con la stessa moneta:

-Devo intervenire io!?-minacciò severo Geronimo

I rimproverati abbassarono gli occhi mortificati;Jet l'aiuto a rialzarsi.

Il dottor Gilmor venne di corsa,sconvolto- Cos'è successo!?-

Nessuno sapeva che dire. Capì. Si mise a sedere sulla sedia più vicina cadendoci pesantemente. Joe gli porse un bicchiere d'acqua.

Albert cercò di pulirsi in fretta il sangue,ma non passò inosservato da tutti. Quando la vide impallidire la rassicurò con un gesto di pacatezza "Risparmiamoglielo"

Acconsentì.

-Vi giuro che non so più che fare...-confessò lo scienziato poggiando i gomiti sul tavolo e portando la fronte alle mani incrociate

-Se può consolarla,neanche noi ne abbiamo la più pallida idea-gli confidò Chang

-Ma dove può essere andato stavolta?-

Ebbero tutti la stessa idea,ma la scartarono all'istante:non di nuovo!

-Andiamo!Chang,tu resta qui con il dottor Gilmor...gli altri perlustreranno la città da cima a fondo!-ordinò Joe correndo di sopra a vestirsi seguito dalla sua compagna.

La vide piuttosto scoraggiata.

-Lo troveremo-

-E se non vuole farsi trovare?-cominciò a piangere

Le sollevò delicatamente il volto -Dovessi andare in capo al mondo:lo riporterò a casa;è una promessa-

-Allora dobbiamo sbrigarci:è ferito-

-Ferito!?-

-Albert aveva la mano sporca di sangue:probabilmente ha tentato di opporre resistenza agli effetti della puntura...sai che significa?-

-Che adesso dipende tutto dalla sua volontà-strinse i pugni;per la prima volta dopo tanto tempo aveva paura.

 

Li trovò tutti in salotto pronti per la ricerca.

- C'è un problema:è scoppiata una tempesta di neve. Non potremmo usare i mezzi di trasporto tradizionali-lo informò Puma

-Vorrà dire che andremo a piedi!Figurarsi se sarà un pò di neve a fermarci!-sbottò l'irruento del gruppo

-Facile parlare se hai dei reattori ai piedi!-

-Un momento...-si fermò a riflettere Puma-...Sul Dolphin non abbiamo delle moto d'acqua?-

-Si,e allora?-

-Allora se riusciamo a modificarle in modo tale da renderle anche moto da sci?-

-Sei un genio Puma!Forza Joe impugna la fiamma ossidrica e vieni a darmi una mano!-

 

"Stavolta l'ho combinata grossa!" rifletté rendendosi conto di quanto aveva appena fatto "Scappare di casa!Ma cosa mi è saltato in mente!Fortuna che dovevo essere un genio,come no,un genio nel combinare guai!Chissà come staranno in pena tutti:il dottor Gilmor,Françoise...."

Si nascose sotto lo scivolo del parco giochi,dove c'era un minuscolo sottopassaggio (la fortuna di chi giocava a nascondino).

Tolse la benda sporca dalla mano e rimase ad osservare la ferita. Però accadde qualcosa. D'improvviso il tratto del graffio si fece meno marcato,fino a sparire completamente.

Il dolore era sparito e anche la causa di quest'ultimo. Si ricordò perchè se ne era andato. Un pò era contento che si stessero preoccupando:così imparavano a cercare di "...proteggermi?....NO!Loro vogliono solo sopprimere ciò che sono!A volte mi chiedo se abbiamo preso coscienza di come siamo!Non siamo come gli altri!Non sono i sentimenti che ci rendono uguali alle persone comuni!...."quel discorso lo stava spaventando "...Non è vero!" cominciò a piangere.

Solo allora si rese conto di come fosse il tempo. Il freddo non era un problema:lui era in grado di scaldare l'ambiente intorno a lui!.

- Perchè piangi?-

Alzò gli occhi. Vide un altro bambino:era piuttosto piccolo di statura,con lo sguardo pestifero (ma forse solo arrabbiato) e il berretto coperto di neve.

Si asciugò gli occhi.

-Non sto piangendo;tu piuttosto che ci fai qui?-

-Me ne sono andato!-disse furioso sedendosi a gambe incrociate

-Sei scappato di casa?-

Annuì.

- Perchè?-

-Per colpa di mio padre:non è venuto alla mia festa come mi aveva promesso!Lui non viene mai!-

-Mi spiace...oggi è il tuo compleanno?-

-Si...compio 7 anni!-esclamò orgoglioso mostrando le dita riparate dai guanti

-Auguri!...Ma non pensi a tua madre?Sarà in pensiero...-

Ci pensò su,evidentemente gli era sfuggito un dettaglio -Forse....ma a casa non torno!-dalla tasca estrasse una barretta di cioccolato e ne offrì un pezzo al suo nuovo amico

-Vedo che hai portato i viveri...-sorrise addentando il dolce -Non mi hai detto come ti chiami...-

- Sam,tu?-

- Ivan,piacere-

- Perchè parli come gli adulti?-

-......!?-

-Tua mamma ti fa studiare tanto,vero?-

-Emh...-

- L'avevo capito!Anche la mia!Vuole sempre farmi leggere dei libri noiosi!-

Non ribattè.

-E tu perchè sei qui?Anche tu hai litigato con i tuoi genitori?-

-Più o meno- sorrise timido

Sam scoppiò a piangere.

-Vuoi tornare a casa,vero?-sospirò

- Sniff...si....No!-

"L'orgoglio...."

-Ascolta Sam,non credi di aver punito tuo padre abbastanza?Ora puoi tornare a casa...-

-No,non me ne vado finché non viene a chiedermi scusa!-

-Ma se ti chiede scusa,tu,torni a casa?-

-Forse-

"E va bene....proviamoci!"entrò nei ricordi di Sam,per scoprire l'identità del padre e assorbirne il ricordo;poi cominciò a localizzarlo "Ma tu guarda;Sam abita proprio di fronte al parco!Che fortuna!" teletrasportò l'ignaro genitore vicino allo scivolo. Avrebbe dovuto sentire i lamenti!.

-Ma cosa diamine....!- l'uomo non capì cos'era successo. Un attimo prima era la telefono con la polizia ed ora si trovava in mezzo al parco. Tutta quella angoscia lo stava facendo a pezzi!

Sentì improvvisamente un pianto:un bambino!Il suo bambino!.

-SAM!-lo chiamò a gran voce

-Sentito Sam c'è tuo padre!-

-Papà!-

-Dove sei Sam!?-urlò l'uomo aggrappandosi all'ultimo filo di speranza

-Sotto lo scivolo!-

Si piegò cercando di far entrare almeno il busto in quel minuscolo spazio. Ivan si schiacciò contro alla parete per non essere visto.

-Sam,ti prego esci di lì!-

-No!-

-Ma perchè?-

-Sei un bugiardo!Non sei venuto!-

L'uomo chiuse gli occhi -Mi dispiace Sam,ma ho fatto tardi perchè mi ero fermato al centro commerciale...ti stavo comprando il regalo che volevi tanto!Ma purtroppo non l'ho trovato,e non volevo tornare a mani vuote il giorno del tuo compleanno;così sono andato in tutti i negozi cercandolo disperatamente e quando sono tornato a casa,dopo averlo trovato tu non c'eri....-

"Non ho mai visto un adulto piangere. Solo Françoise,ma lei non vale perchè è una femmina. Jet dice che gli uomini non piangono. Che bugiardo!"fece un cenno di saluto all'amico pregandolo di non tradirlo.

- Ciao- gli sussurrò l'altro uscendo e gettandosi nelle braccia del padre.

Sam se ne andò. Era di nuovo solo.

"Adesso so che cosa devo fare!"

 

Jet e Bretagna sorvolarono tutta la zona dall'alto,ma orientarsi in mezzo a quella tempesta era impossibile.

-Credo che dovremmo scendere a terra!-

-O che dovremmo volare più basso!-

-COSA!?NON SENTO!?-

-VOLARE BASSO!-

-PERCHé DOVREI TRASFORMARMI IN UN TASSO!?-

-BASSO!VOLARE BASSO!-

- AHHHH. MA PERCHE’ I TASSI VOLANO!?-

-Ci rinuncio-

-COSA!?-

Gli fece segno di lasciar perdere.

 

-IVAN!-

-IVAN!DOVE SEI!?-

Lo chiamarono con tutto il fiato che avevano nei polmoni,ma nulla. Nessuna risposta.

-Ma dove si sarà nascosto?-

-Non ne ho idea Puma,spero solo che non gli sia successo niente-

-O che non sia andato a cacciarsi in qualche guaio...-riflettè- Aspetta....-

-Qualche idea?-

-Forse:pensiamo ad un luogo che Ivan conosce molto bene e nel quale sa di poter trovare un riparo sicuro...-

-Un posto dove gli piace andare?-

-Si....mmmh....CI SONO!Al parco giochi,scommetto che è lì-

-Allora che aspettiamo?Forza!-

 

Varcarono la soglia riservata ai bambini proprio nel momento in cui un bagliore azzurro si diffuse dallo scivolo. Ma non ebbero neanche il tempo di dire qualcosa che la luce cessò cancellando ogni traccia della sua presenza.

Cadde sconfitto ai piedi della mini struttura -Non abbiamo fatto in tempo-

-Oh,no!Perchè se ne andato?Perchè è scappato in quel modo!?Ti prego Joe aiutami a capirlo perchè davvero non ce la faccio a trovare un motivo da sola!-scivolò in ginocchio accanto a lui prendendosi il volto tra la mani.

La abbracciò.

-Forse era spaventato-

-Da cosa!?-

-Non lo so,ma comincio a credere che Ivan si porti dentro un fardello che non ha il coraggio di confessarci,o di ammettere a se stesso-si alzò e tese il braccio per aiutarla-Se solo riuscissimo a capire che cosa lo fa stare così male-

-Anche voi qui?-

- Geronimo,Puma...-

Li raggiunsero.

-Era qui vero?-Puma

Joe cercò qualcosa sotto lo scivolo e ne estrasse la benda con la quale si era fasciato-Non siamo arrivati in tempo-

- Cos'è quella benda?-

- Ivan ha cercato di riprendere il controllo dei suoi poteri nonostante l'iniezione...-spiegò

-Dove sarà adesso?-

-Io credo che...la prima volta non ci siamo sbagliati...-azzardò una voce alle loro spalle

-Che intendi Albert?-

-Ho il vago sospetto che Ivan stia cercando di ricostruire la sua storia...;è come se fino ad ora non si fosse mai sentito protagonista della sua vita. Forse accusa gli altri di aver scelto per lui-

-Come dargli torto...-sussurrò Puma stringendo in mano la benda

-Si ma....-

Albert lo interruppe con un gesto della mano-Cosa me lo fa pensare Joe?Ti rispondo subito,prima di scappare via ha gridato "...-

-"Nessuno si è mai preoccupato di chiedermi cosa ne pensassi"- ripeté a memoria la donna

-Ammesso che sia così:ora dov'è?-

-Non l'hai ancora capito Joe?-

L'illuminazione venne a Geronimo. Spalancò gli occhi e disse a voce sicura- Nella sua terra natale!-

-Esatto,ma per maggiori indicazioni dovremmo chiedere al dottor Gilmor-

-Cosa stiamo aspettando allora;torniamo a casa!-li incitò

-Vedo che abbiamo un nuovo boss adesso!-

-Si,e penso che sia molto più carina del precedente;rassegnati Joe-

-Questo si chiama ammutinamento...-

-Ma di che ti lamenti:lo sanno tutti che dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna-

 

Come ci era arrivato lì?.

Non lo sapeva.

Conosceva quel posto?

No;....forse....un pochino. Aveva qualcosa di vagamente familiare,ma non ricordava nessun particolare;nessun dettaglio arrivava lucido nei suoi ricordi.

Quella che aveva davanti era una casa. Una grande casa. C'era un giardino e un vialetto di ingresso. Contò 5 alberi in tutto,ma forse non li vedeva tutti al di là del cancello. Si guardò intorno. Dov'era?. Non c'era niente intorno a lui. Solo immense colline di neve;la casa era sulla sommità di una collina,ma la strada per arrivarvi era bloccata .

"Perchè nessuno ha spalato il viale?"

Ma la risposta era semplice:nessuno poteva farlo. In quella casa non c'era nessuno.

Aprì il cancello che nessuno aveva chiuso a chiave e oltrepassò con difficoltà il giardinetto fino a raggiungere la porta,dove la neve si era accumulata sugli scalini nascondendo la parte inferiore. Cercò di scansarla con il piede fino a liberare il pavimento da quel cumulo.

" Che sto facendo?Perchè sto entrando in una casa che non conosco quando dovrei essere da tutt'altra parte?"non stava pensando;i pensieri c'erano,ma non gli prestava attenzione.

"Strano,è aperto"spalancò piano la porta ed entrò. Aveva paura,ma era stranamente attratto da quanto stava per fare.

"Sto giocando:si facciamo che sia un gioco. Io sono...un investigatore,no....un...un....cacciatore di fantasmi,no per carità già sono abbastanza terrorizzato se poi ci mettiamo pure i fantasmi mi spavento sul serio...allora facciamo che....che...."urtò contro qualcosa che e lo fece retrocedere di colpo." Ok Ivan cerca l'interruttore"andò a tastoni e lo localizzò sulla parete;premette,ma non si accese nulla."Un cortocircuito!Meno male che le sfere di energia sono molto luminose"ne creò una e la portò avanti illuminando quello che aveva urtato.

"Un mobile,solo un mobile! Fiuuuuuuuu"alzò la fonte di luce lungo le pareti:c'erano appesi alcuni quadri con rappresentati dei paesaggi.Si addentrò in una stanza a caso,la prima che notò.

"Questo dovrebbe essere il salotto...divano,camino, poltrone..."si avvicinò alla mensola del camino dove erano esposte alcune foto. Con la telecinesi ne fece scendere una e l'afferrò facendo luce su quello che riconobbe essere il volto di una donna sulla quarantina con un evidente pancione. Sorrideva serena verso l'obiettivo mentre accarezzava il suo prezioso grembo. Anche Ivan si trovò a sorridere. Prese un'altra foto. Il sorriso svanì.

Quella donna...in quel grembo c'era lui!. Nella foto un neonato e la signora di prima stavano sulla sedia a dondolo posizionata davanti allo stesso camino dove si trovava lui in quel momento!La cercò meccanicamente con lo sguardo:non c'era più. La foto cadde dalle mani e si frantumò per terra.

Uscì di corsa dalla stanza e salì le scale che portavano al secondo piano;spalancò la seconda porta sulla destra ed entrò di scatto senza respirare.

"Ma questa è la mia stanza!"

Nel mezzo c'era una culla con le tendine. In un angolo un armadio e un passeggino. Tanti peluche sparsi disordinatamente per terra o sul tappeto.

Qualcosa cominciò a farsi strada in quella piccola geniale testolina...

 

*....-Ha dormito bene il mio ometto?Su vieni dalla mamma...Ivan...*

 

-Mi ha preso in braccio e poi...

 

*...è il momento della pappa!-*

 

....mi ha allattato!-

 

Che altro?

"Che altro!?Che altro ricordo!?"

Niente.

"UN MOMENTO!"

C'era un'altra cosa che doveva verificare...

Quell'altra stanza. Sapeva dov'era!In fondo al lungo corridoio del secondo piano.

"Il laboratorio..."avanzò con cautela aiutato dalla fioca luce che armeggiava tra le mani. Si fermò a pochi passi dalla soglia. La porta era chiusa. C'era odore di muffa e di morte lì dentro.

Aprire ed entrare voleva dire risvegliare un incubo che si era sotterrato nel cuore. Ne aveva il coraggio?No. La paura lo bloccò appena sfiorata la maniglia.

"Io lo so che è successo tutto qui dentro:in quella stanza sono diventato un cyborg!Ma perchè ho così tanta paura di affrontare una cosa che già so!?Cos'è che mi sfugge?"

Si concentrò chiudendo gli occhi e abbandonandosi alle tenebre del suo oscuro passato.

"Coraggio Ivan,la verità...."

 

*Il pianto di un bambino....un uomo...un uomo dallo sguardo eccitato sta guardando...me,si quello disteso sul lettino dovrei essere io....entra qualcuno:MAMMA!

-Che ci fai qui Erika?-

-Ho un avuto un terribile sospetto e sono tornata a casa:Santo Cielo Gamon sei UN MOSTRO,hai usato nostro figlio come cavia!-

Mi prende in braccio. Cerca di fuggire,ma l'uomo brandisce un'arma e colpisce violentemente la donna sul capo,la quale cade a terra............NOOOOOOOOOOOOO!!!*

 

Interruppe di colpo quell'orribile visione.

-NO!NON è POSSIBILE!NON PUO’ ESSERE VERO!NON COSI’!-

Cadde pesantemente a terra prendendosi la testa tra le mani e cominciando a piangere,liberando quella profonda rabbia che lo teneva incatenato.

Sfogatosi di tutto il suo tormento più duro arrancò a gattoni verso la porta:non l'avrebbe aperta. Mai più. Vi appoggiò al schiena e nascose il volto tra le ginocchia continuando a versare lacrime per l'orribile realtà che si era risvegliata.

"Voglio andare via da qui!Voglio tornarmene a casa!"

 

Una luce rischiarò i vetri delle finestre. Sentì dei passi farsi sempre più vicini.

- Ivan...-sussurrò una voce rotta dall'emozione

Il bambino alzò al testa-Joe,Françoise-

"Grazie"

-Come stai piccolo?-

Chissà se al buio vedevano le lacrime che rigavano il piccolo volto.

-FRANçOISE!-con uno slancio disperato si gettò tra le braccia dell'unica persona che desiderava vedere in quel momento trattenendo a stento i singhiozzi.

La ragazza lo abbracciò forte-Coraggio...-

-PERCHé!?-

Joe gli accarezzò i capelli e guardò malinconico la porta davanti a lui. Poi poggiò il suo sguardo rassicurante e determinato sul piccolo. Sospirò piano aspettando che il battito tornasse regolare-Torniamo a casa-lo prese in braccio cercando di riscaldarlo contro il suo petto. Seguito dalla sua silenziosa compagna risalì sul Dolphin.

Tutti erano visibilmente sollevati,ma non pronunciarono alcuna parola.

-Si è addormentato-gli accarezzò il volto-Portiamolo in camera Joe-

-Voi credete che...se lo ricorderà?-azzardò Albert mettendo in moto il veicolo,ma concentrato verso quella casa di desolazione e violenza

-Purtroppo si-

-Che facciamo?-

-Io credo che...Ivan sia molto più forte di quello che pensiamo,cerchiamo di stargli vicini il più possibile,con il tempo la ferita si rimarginerà...-

-Povero piccolo,per lui deve essere stato un colpo durissimo- proferì Bretagna rimboccandogli le lenzuola

e chiudendo la porta.

-Speriamo che dimentichi presto...-pregò Chang preoccupato

-...o che non faccia sciocchezze- Odiava passare per il pessimista di turno,ma forse Jet aveva ragione. Chissà che cosa era scattato nell'animo del fanciullo dopo aver rivissuto gli attimi più angoscianti della sua vita...

 

 

CAPITOLO 4

 

"Che cosa c'è oltre il cielo?Me lo sono chiesto tante volte eppure sono ancora qui,sospeso,a pormi la stessa domanda..............................................................................Poi mi guardo intorno e mi accorgo che non c'è nessuno.....................Sono solo................................................Questo posto è troppo grande per me..........................è brutto non avere qualcuno che ti faccia compagnia........................................Non si sta male quassù..................................................................................Che sia questo il mio destino?......"

 

La prima cosa che chiese dopo essersi svegliato a bordo del Dolphin fu -Lei è ancora lì?-

Françoise e Joe si scambiarono un'occhiata comprensiva- Non c'è più nessuno in quella stanza-

 

Quella brutta esperienza rese Ivan ancora più silenzioso e taciturno. Restava sempre in disparte,mangiava poco e la notte non riusciva a chiudere occhio tanto era nervoso.

Se poi fosse triste nessuno lo poteva affermare con certezza,visto che qualunque cosa gli accadesse intorno restava glaciale e impassibile.

Il dottor Gilmor propose una serie di esami per accettarsi delle sue condizioni così "anomale". Non battè ciglio. Si sdraiò sul lettino della sala operatoria lasciando che il professore lo immobilizzasse con i tubi per la respirazione e per quelli di controllo della frequenza celebrale.

-Non troverà nulla-lo informò prima di cadere nel sonno causato dall'anestesia.

E aveva ragione.

Non c'era assolutamente nulla che potesse far pensare ad una crescita così radicale:quel ragazzo poteva tranquillamente passare per un qualunque bambino di 6 anni dal punto di vista fisico. Ma c'era anche il problema dei poteri,quelli non potevano essere scanarizzati dal monitor.

 

La neve cadde ancora in quei giorni:Ivan restava a guardarla posando la fronte sulla finestra della stanza. Al buio.

Bussarono.

-Avanti?-

-è tanto che sei sveglio?-

-Non sono mai andato a dormire-

-Dovresti-

-Se mi addormento,comincio a sognare....e sono incubi-

- Ivan tu stai male....-

-Già;ma pensa che migliorerei se mi provocasse il sonno artificialmente?-

-Proviamoci-

 

Ormai stendersi su quel lettino e dormire era diventata un'abitudine. Almeno riposava un pò,ed evitava di fissarsi sulle occhiate dei curiosi che accorrevano appena sapevano cosa succedeva.

E quando riapriva gli occhi erano ancora lì,che tentavano di comportarsi come se fossero appena arrivati o si trovassero lì per puro caso .Li ignorava. Proprio non era dell'umore di affrontarli.

 

E nei giorni a venire le cose non cambiarono affatto. Solo che c'era sempre più freddo,perchè il calore in quella casa si era disperso.

 

-Dobbiamo fare qualcosa....-

-Cosa? Restituirgli una vita normale?Una casa vera con due genitori amorevoli e un cane che scodinzola allegro?Non possiamo!-tagliò corto Jet

-Così sei troppo brusco:noi non gli facciamo mancare nulla-

-Ma non possiamo sostituire una madre e un padre Chang-

-Io sono cresciuto senza genitori...-

-E ne sei stato contento Joe?-

-Secondo te!?-

-Calma ragazzi,per favore...-

-Secondo voi è questo che vuole Ivan?-domandò Geronimo intagliando una scultura con il pugnale

-Non può averlo:prima lo capisce prima si libera dei suoi fantasmi-

-A proposito di fantasmi, è appena arrivata una comunicazione via radar!-

Tutti si avvicinarono allo schermo-Altre macchine?-

-Secondo me si!-il dottor Gilmor fece il suo ingresso con Ivan accanto

Joe lo scrutò con la coda dell'occhio:si era appena svegliato.

-Partite subito con il Dolphin,Ivan compreso-

Un brivido scorse sulla schiena di 003 notando lo sguardo impassibile e tranquillo di 001."Sembra una macchina da guerra pronta ad uccidere"

il cuore le saltò un battito.

Sul Dolphin nessuno fece commenti particolari-Dite che saranno come quelli dell'altra volta?-

-Forse potenziati ulteriormente....-

-Sono solo ipotesi-

-Con chi sarai in gruppo Ivan?-chiese Joe

Il bambino lo guardò sospettoso:perchè gli stava dando carta bianca?-Con Chang e Bretagna!-

-Sei sicuro?-intervenne subito Françoise

-In ogni caso non mi perderai di vista!-replicò

Era una battuta;003 la interpretò come un avvertenza che aveva capito che lo stava tenendo d'occhio.

Guardò Joe un pò pallida,ma non disse nulla.

I due prescelti non erano molto entusiasti di tenere a bada quell'uragano,o peggio di fare la figura dei pensionati,visto che già sapevano che avrebbe pensato a tutto il piccoletto.

-Sempre che a loro vada bene....-

Che stesse leggendo nella mente di tutti i presenti?

"La verità è che sono troppo prevedibili....si legge in faccia cosa stanno pensando"

-Ma no Ivan...certo che puoi venire con noi-

-Non credere di poter fare quello che ti pare!-lo avvertì Jet

-Da che pulpito...- ribattè Chang

-Stai mettendo in discussione la nostra autorità?-insinuò Bretagna alquanto offeso

-Coraggio,allacciate le cinture siamo quasi arrivati!-annunciò Puma iniziando la fase di atterraggio

 

Stavolta i nemici li avevano attirati in un deserto roccioso con ampie crepe nella terra e vari dislivelli.

-Non ditemi che useranno il trucco dell'accerchiamento....-Jet prese il volo con 003 incaricata di identificarli e misurare le loro posizioni

-Non c'è nessuno!-

-Come!?-

-Non vedo nessuno,neanche negli angoli più remoti,ne dietro le rocce-

Ridiscesero a terra-003 dice che non c'è nessuno-

-Non sulla terra.....-

-Che intendi dire Ivan?-

Intendeva dire "sotto terra":dal terreno apparì la punta rotante di una grande scavatrice. Tutti fecero un salto sull'orlo del cratere aspettando che l'intero corpo del gigante emergesse.

-è gigantesco!-

-E non è solo purtroppo....ne stanno arrivando altri!-

- Intanto occupiamoci di questo!-Joe puntò il laser contro l'ammasso di ferraglia -In che punto tesoro?-

-Occhio sinistro!-

 

Nello stesso istante ne apparvero altri. Nonostante le dimensioni erano molto agili e ben protetti dagli immancabili scudi.

-Albert tienilo occupato,che io intanto mi avvicino alla sua testa vuota!-

-Contaci amico!-

 

Geronimo sollevò il piede del bestione mentre Puma mirava contro il suo punto debole.

 

-Che facciamo Chang?-

-Non lo so,tu cosa vuoi fare?-

-Tu lo distrai e io lo colpisco?-

-Facciamo all'incontrario:tu corri io lo colpisco....-

-Ma no Chang,tu puoi andare sotto terra!-

-E quello sotto terra può seguirmi testa pelata!-

-Ora non cominciare ad offendere!-

Ivan risolse la questione con un corto circuito,cosa di cui quei 2 non si interessarono affatto.

Il bambino sollevò gli occhi al cielo "Eccoli...."

 

-Joe stanno arrivando i soldati...-

-Non ci voleva,questi robot sono troppi!Come faremo a difenderci!?-

 

Ivan scese con un salto nel cratere teletrasportando i suoi amici al sicuro "Come dice Bretagna bisogna farsi notare per avere successo!".

Creò una piccola sfera luminosa deponendola nel terreno e lanciandola con un calcio!

La sfera assunse una forma oblunga,modellandosi come un drago. Devastante come lo scoppio di più bombe contemporanee,l'onda d'urto che si creò spazzò via i giganti di ferro polverizzandoli come un lo zucchero nel tè!

Gli aerei rimasero sospesi a mezz'aria calando le scalette con i soldati.

 

-Stavolta ci hanno destinato un esercito intero...-

-è finita-

-Forse si,ma in ogni caso....-strinse la pistola nella mano-....combatteremo fino all'ultimo-

I soldati si disposero nel terreno,come un'onda anomala pronta a travolgere nella sua furia ogni cosa.

-Mi dispiace io sarò di ben poco aiuto...ho quasi esaurito tutta la mia energia!-

-Allora conserva quella poca che hai per restare vivo!-

-Un ottimo consiglio-

 

-E se fosse davvero la fine Joe?-

-Allora arrivederci!-

 

La battaglia non risparmiò nessuno dei presenti:lì,in mezzo ai rottami,alla paura,alla speranza.

Restavano uniti,non si perdevano d'occhio;si spalleggiavano. Forse c'era una piccola probabilità di salvarsi.

 

D'un tratto accadde che i soldati vennero richiamati. Batterono in ritirata senza pensarci troppo.

 

-Ma che successe?Perchè scappano?-

-è chiaro!hanno capito che non possono competere contro di noi!-

 

Un'esplosione luminosa segnò la fine dello scontro:gli aerei nemici ripartirono verso l'oceano.

 

-State tutti bene?-

-Un pò ammaccati,ma nel complesso....-

-Dove sono Bretagna Chang e Ivan!?-

-Siamo quassù!- -Aiutateci!-

-Che ci fate appesi lì tipo polli arrosto!?- Geronimo lì tirò giù

- Perchè siete sono in due!?Dov'è Ivan?-la ragazza cominciò a guardarsi intorno

-Mi dispiace:i fantasmi neri l'hanno portato via!-

Albert lo prese la sciarpa-Stai scherzando vero?-

-No purtroppo!-

-Lascialo 004!-ordinò 009

-Questi 2 incapaci dovevano controllarlo!Come ha fatto a sfuggirvi sotto il naso!?-

 

Françoise scoppiò in lacrime:i nervi non le avevano retto -Lo sapevo che accadeva qualcosa!-

-Bel pasticcio!Se è davvero allo stremo delle forze temo che non se la caverà....-

Tutti trinciarono Puma con gli occhi.

Però nessuno replicò.

 

Il generale non poteva fare a meno di osservare interessato quell'indifesa creatura che dormiva tranquilla distesa sul lettino della navetta. Si avvicinò guardingo.

-Siete sicuri di non sbagliarvi?-

-No signore-

-Mi resta difficile credere che questo moccioso sia autore della strage...-

-E invece è proprio così-

-Non ricordavo che nella squadra dei cyborg della serie 00 esistesse un bambino;l'unico che conoscevo è 001-

-Esattamente!- Ivan aprì gli occhi di scatto mettendosi seduto

-Chi sei ragazzo?-

-Da adesso sono a capo di questo gruppo di incapaci!-rispose non curante guardandosi intorno

- Ahahahaha!Ma che bambino simpatico!-estrasse la pistola e gliela puntò alla tempia -Rispondi!-

-Non mi piace ripetere le cose 2 volte-strizzò l'occhio e subito l'arma saltò nella mano del generale,che rimase ferito

-Sparate a questo piccolo demonio!-

-E io faccio saltare l'intera ferraglia con voi a bordo....a lei la scelta-

-Che aspettate sparate!-

-Come volete.....-

Si diresse nella sala di comando volgendosi un'ultima volta all'interno della stanzetta,dove stavano accatastati i cadaveri dei mal capitati. Chiuse la porta.

C'era un solo pilota-Ciao!-salutò innocentemente sedendogli vicino

-Ti sei svegliato...dov'è il generale?-

-Morto-

-COSA!?-

-Era davvero prepotente....-

-Tu...mi stai prendendo in giro;dimmi la verità!-

-Se non ci credi vai a controllare nella sala letto-

-E chi sarebbe stato a farlo fuori!?-

-Io-

-TU!?-

Un soldato si era accorto di quanto era appena successo sull'aereo.Si avvicinò con passo felpato alle spalle del bambino e del suo terrorizzato compagno.

Prese la mira e fece partire un colpo.

Una bolla di energia si attivò per racchiudere il corpicino indifeso,che sparì all'istante rimaterializzandosi dietro il soldato.

-Di un pò: non sai che è da vigliacchi colpire alle spalle!?-

Il pilota si rese conto solo allora che non aveva detto alcuna bugia e che se voleva arrivare sano e salvo alla base avrebbe dovuto ben guardarsi da far arrabbiare quel moccioso,oppure avrebbe fatto la stessa miserabile sorte che era toccata al compare.

- L'h....l'hai ucciso!-

-Strangolato per essere precisi,non volevo sporcare anche questa stanza....ehi,ti tremano le mani-

-Da...davvero!?-in realtà tremava tutto

-Non è che ti senti male?-

-NON MI TOCCARE!-urlò riluttante il soldato

-Ehi calmati,se non mi fai arrabbiare non ti faccio nulla,anzi mi sei simpatico,come ti chiami?-

-K267!-

- D’accordo K,non è che c'è qualcosa da mangiare?-

 

Joe puntò gli occhi tra le stelle:Françoise aveva avuto un crollo nervoso e si stava riposando,mentre tutti gli altri erano ridotti uno straccio,soprattutto 006 e 007 che si sentivano responsabili più degli altri.

"Come farò a dire al dottor Gilmor che Ivan è con il Fantasma Nero?E soprattutto come gli dirò che c'è andato volontariamente?"

 

 

CAPITOLO 5

 

*Hai perso qualcosa?-*

-Più di una-

*-Ti aiuto a cercarle?-*

-Non le troverei...-

*-Ne sei sicuro?-*

-Non puoi ritrovare l'amore di una madre,ne l'affetto di un padre;l'infanzia non si nasconde in un cassetto se non ce l'hai avuta,ne puoi mandare indietro il tempo-

*-Che farai adesso?-*

-Combatterò-

*-Perchè?...-*

-Ho detto una bugia-

*-Quale?-*

-C'è ancora qualcosa che posso avere-

*-Cos'è?-*

-Vendetta-

*-Ma l'hai detto tu che non servirebbe-*

-Non servirà a riavere indietro ciò che ho perduto,ma può sempre aiutarmi a sentirmi meglio,non credi?-

*-No,non credo-*

-Certo che no:tu sei solo il mio riflesso in uno specchio rotto.Che ne sai?-

*-Questo specchio è macchiato con il tuo sangue-*

-Sangue...avere lo stesso sangue non vuol dire essere la stessa persona!-

*-No,infatti.Sono le nostre azioni che determinano chi siamo-*

-Sei solo uno specchio rotto-

*-Sono solo un frammento della tua anima-*

E se ne andò,lasciandolo a gingillarsi in mezzo ad un cielo vuoto.

"Mi ha lasciato anche lui....In che guaio mi sono cacciato!........C'é NESSUNO!?FRANçOISE,JOE,DOVE SIETE TUTTI QUANTI!?...........AHAHAHAHA!...Che cosa mi viene in mente,questo è solo un sogno,sto urlando al nulla,perchè nel nulla sono.........,però proprio perchè sono nel nulla,potrei restare qui?A chi darei fastidio?Qui non c'è niente e non c'è nessuno........ma voglio davvero stare quassù a pancia all'aria senza far niente?......No,meglio che mi svegli!"

 

-Dormito sereno?-

-Uh?-

Quando riaprì gli occhi era ancora seduto accanto al pilota:K267 dormiva anch'egli.A terra c'erano i resti di un bicchiere fratturato.Forse K non dormiva sul serio...

-Veleno-precisò lo strano individuo che lo aveva svegliato.Era uno scienziato nemico:con il camice bianco e il ghigno cattivo.

-Come ti chiami?-

-Tu lo sai come mi chiamo,perchè me lo chiedi?-

-Perchè non credo nelle coincidenze:come fai a chiamarti Ivan?-

-A lei chi glielo ha messo il nome: i suoi genitori forse?-

-Sei un ragazzino davvero simpatico;coraggio alzati!Così possono sbarazzarsi di questo soldato e degli altri:come sono morti?-

-Dove ci troviamo?-ignorò la domanda

-Non dove pensi tu:questa non è la sede centrale del Fantasma Nero,ma solo una cellula sperduta dove si svolgono esperimenti;la maggior parte qui sono scienziati,pochi soldati e nessun pezzo grosso!-

-Molto furbo K a modificare la rotta....-

-Ragazzino,fidati dell'esperienza di un vecchio:nemmeno noi sappiamo molto su di loro,al massimo ci contattano sottoufficiali incapaci dandoci disposizioni,come quello a K per esempio...-

-Non ha paura di me?-

-Dovrei?-

-Li ha visto anche lei quei cadaveri...-

-Si,ma non me ne preoccupo,non più.Ogni giorno lottiamo tra vita e morte,ogni giorno potrebbe essere l'ultimo-

-E immagino che il suo compito sia quello di scucirmi qualche informazione...-

-Astuto...-

-Beh sappia che è davvero difficile mettermi al...-ma nello scatto di alzarsi crollò a terra

-Ti ho dato un eccitante per farti svegliare,ma,per precauzione,subito dopo ti ho iniettato un paralizzante,così starai fermo-

-Accidenti...dica un pò vuole uccidermi?-

-Oh Santo Cielo ragazzo mio,se ti comporterai bene non ne vedo il motivo-

Sedevano intorno al tavolo.Nessuno si guardava negli occhi;preferivano fissarsi le scarpe o guardare il soffitto o contemplare il vuoto.Sempre meglio che guardare il dottor Gilmor.Sempre meglio che guardare Françoise piangere.Sempre meglio che pensare ad Ivan!

-Va bene...-sospirò il dottor Gilmor-...non disperate-

Tutti alzarono la testa.

-Difficile....potrebbe essere troppo tardi....-bisbigliò Bretagna,pentendosi immediatamente

Françoise ebbe un capogiro:Joe la sostenne-Non dirlo mai più!!-

-Allora rassegnamoci all'idea che spetti ad Ivan farsi trovare...-rispose nuovamente 007

Stavolta nessuno potè obiettare

-E nel frattempo?-;Jet,per una volta in vita sua,avrebbe accettato qualunque consiglio

-Chi crede in qualcuno cominci a pregare...-liquidò il dottor Gilmor-Françoise,vieni con me in laboratorio-

Sapeva che le avrebbe somministrato un sonnifero e non si oppose,non ne aveva la forza.

Joe la seguì fino alla porta che i due si chiusero alle spalle.Venne raggiunto da Geronimo-Vieni un attimo nel mio di laboratorio?-

Annuì-Perchè tanta segretezza?-

-Non vorrei turbare ulteriormente gli altri...,ma tu Joe..insomma dovevo dirlo a qualcuno e mi sei sembrato quello più adatto....-

Non era lusingato,anzi,non si sentiva più inadeguato come in quel momento.

-...sei il nostro leader,in fondo-

-Io mi dimetto,lascio il posto a Jet...,sono stato troppo permissivo...-

-Perchè anche tu sospettavi che avesse qualcosa in mente....-riflettè senza badare alla sorpresa di Joe nel pronunciare quelle parole

-Aspetta!-lo interruppe-Perchè siamo qui?-

-Il giorno in cui è avvenuto il "piccolo incidente" al centro commerciale,io e Ivan abbiamo chiacchierato,e lui ha detto una cosa che allora non avevo compreso..."ho paura di quello che potrebbe succedere se un giorno mi trovassi a non avere nessun'altra scelta che il male".Secondo me con i Fantasmi Neri ci è andato di sua spontanea volontà...-

-Lo penso anch'io-ammise senza rimorsi

-Avevo ragione allora...-

Gli occhi di 009 indugiarono per la minuscola stanza:mentre l'amico si perdeva in pensieri lontani.Indugiò tra i trucioli sul pavimento e su un telo bianco che celava una figura sul tavolo.Alla fine il pellerossa "tornò sulla Terra"

-Tu avresti fatto lo stesso,vero?-

Un urlo agonizzante vivrò nell'aria della stanza insonorizzata.

I cavi legati alle tempie registravano un'innaturale attività celebrale,mentrre quelli estesi a tutto il corpo trasmettevano una forte energia.

-Energia allo stato puro!-osservò ammirato il dottore Onhe

Ma Ivan resisteva,ci voleva ben altro che un pò di scosse per farlo cedere.

-Questa macchina non serve solo a controllare il tuo livello di forza vitale;sapevi che era superiore di circa il 60% rispetto ad un comune cyborg?-

-E lei lo sa che è dovuto al fatto che sono ancora un bambino?-agonizzò

-Vedo benissimo cosa sei:non credere di meritare un trattamento migliore-

-Me ne ricorderò quando sarà al mio posto-

-Niente minacce-lo rimproverò aumentando la carica,oltre il necessario-Ragazzo,più guardo le tabelle,più mi rendo conto che sei una fonte preziosa...-spense l'apparecchio.Ivan respirò affannato,come se avesse corso una maratona scolastica,invece che essersi districato tra cavi luminosi

-Hai mai preso in considerazione di usare i tuoi poteri?-

-Certo che si:li uso quand'è necessario-

-Intendevo:usare i tuoi poteri per scopi personali?-

-In effetti quando si scaricano le pile del game boy tendo ad approfittarne...-

Onhe sorrise compiaciuto:doveva cambiare tattica.

-Non ti libererò,non ancora,perchè sembra tu abbia bisogno di un pò d'educazione-

Era contento che Françoise non fosse lì

-Ma forse sei solo timido,facciamo così:per stanotte rimarrai chiuso qui dentro,sulla sedia,a meditare,e domani passerò a vedere se ci sono progressi-

Una sola notte.Poche ore prima di iniziare nuovamente quella tortura:che avrebbe fatto?

*Ciao*

-Torna a casa,ti prego!-

Le asciugò una lacrima

*Te lo prometto,ma tu aiutami!*

 

© 12/08/ 2006


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