Una brava ragazza con i tacchi a spillo
di Laura
Prologo
Le luci blu elettrico si muovevano per la sala, illuminando con veloci falciate le persone che ballavano sulla pista.
Donne e uomini che quel sabato sera avevano deciso di liberare lo stress accumulato durante la settimana nella discoteca più ambiziosa del momento.
Fuori faceva freddo,ma la lunga fila che si era creata attendeva fiduciosa il proprio turno per entrare.
D'un tratto si udì un ticchettio di tacchi sull'asfalto gelido,e una figura incappucciata si avvicinò al PR di turno:
-Sono la nuova cubista- si presentò senza tirarsi via il cappuccio
Così era iniziata la sua nottata di lavoro.
Si esibiva su un cubo di vetro,nel mezzo del quale era incastonato un palo.
Con gli occhi sbirciò le sue "colleghe",meno pudiche riguardo al modo di muoversi,le quali si muovevano sinuose ammiccando ai ragazzi che le incitavano.
Non doveva essere da meno.Iniziò a far scorrere le dita affusolate lungo l'asta di ferro,raggiungendo l'apice consentito dalla sua altezza,rese salda la presa e saltò per avvinghiarsi come un serpente sul ramo,limitandosi tuttavia ad incrociare le gambe tra loro.Distese le braccia e gettò la testa all'indietro con uno scatto,infrangendo i lunghi capelli biondi contro la luce al neon.
Sotto di lei,una folla impazzita la incitò a scatenarsi.
Il top che indossava le sembrò ancora più stretto,ma non quanto quei mini short imposti,copra i quali era disegnato il logo del locale: una rosa rossa.
capitolo uno
La bambina dondolava sull'altalena,stringendo in grembo la bambola di stoffa.Si annoiava perchè nel quartiere non abitavano altri bambini con cui fare amicizia,ma solo coppie di anziani o persone non sposate.Sua madre avrebbe potuto accompagnarla a casa di qualche compagna di classe se non fosse stata malata,e sua sorella maggiore era sempre fuori casa.
Fortuna aveva la sua fida compagna di giochi a tenerle compagnia:
-Peccato tu non possa parlare Coraline- sospirò tristemente
-Ciao Vanille...- salutò all'improvviso la bambola senza muovere le labbra
Vanille,colta alla sprovvista si alzò di scatto e fece cadere la bambola in terra:due candide mani la raccolsero -Perdonami, non volevo spaventarti-
La bambina alzò gli occhi vivaci da terra e incontrò i grandi occhi azzurri della ragazza.
-Françoise- si slanciò per abbracciarla
-Che bello che ti ricordi di me -la strinse -Ma guarda quanto sei cresciuta!-
-Ormai sono grande,tra qualche giorno compirò 10 anni!-
-Allora non ho fatto male a portarti questo -le porse un pacchetto rosso con tanto di fiocco
-Per me?- si commosse la bambina aprendolo con avidità
-Dov'è Viviane?- domandò guardandosi intorno.
-Fuori,come al solito- sbuffò la bambina mettendo al polso il bracciale con i pendenti
-E Yolande?-
-Mamma è in casa,vieni- fece strada per le scale del condominio.Si fermarono al terzo piano e Vanille iniziò a battere forte contro la porta -Mamma!Mamma apri!C'è una sorpresa!-
Una donna provata venne ad aprire -Vanille,per favore...- poi si fermò ad osservare l'ospite -Françoise?-
-Piacere di rivederla Yolande- fece un inchino secondo l'usanza giapponese,pentendosi un secondo dopo e chiedendo scusa.
Viviane era un'amica d'infanzia;avevano frequentato le media insieme,ma poi l'amica era dovuta trasferirsi con la famiglia appena fuori Parigi.Nonostante questo le due amiche continuarono a tenersi in contatto telefonandosi o addirittura scrivendosi.Capitava che Viviane andasse ad assistere agli spettacoli di Françoise,oppure che tornasse a Parigi accompagnando suo padre per delle commissioni.Françoise andava a trovarla d'estate passando una settimana come ospite nella villetta dove abitavano.
-Non sapevo vi foste trasferiti,ho avuto difficoltà a rintracciarvi- ammise sorseggiando la tazza di thè fumante che Yolande le aveva servito.La donna era notevolmente dimagrita:Françoise la ricordava tonda e sempre con il sorriso sulle labbra.Le gote che prima non mancavano di un rossore quasi infantile,ora erano scavate e ingrigite.
-Dopo la morte di mio marito abbiamo venduto la villa e ci siamo trasferite qui...- rispose sofferente
L'espressione di Françoise si fece sconvolta -Il signor Gaetan è morto!?-
-Un anno fa: incidente sul lavoro;mentre ispezionava un cantiere una trave ha ceduto e...- si mise una mano sulla bocca,incapace di continuare il macabro racconto
-Mi dispiace - abbassò lo sguardo.Vanille stava guardando la televisione nell'altra stanza.
-Immagino sia stata dura per lei- continuò Françoise
-Mai quanto lo è stato per Viviane: dopo la scomparsa di suo padre è cambiata...non è mai stata una ragazza estroversa,ma da quel giorno si è chiusa in se stessa,mostrandosi però sempre forte con me e con gli altri...-
Tipico di Viviane.
-Dov'è adesso?-
-Probabilmente a lavoro; sei mesi fa mi hanno diagnosticato un forte esaurimento,così ho dovuto lasciare il mio impiego per iniziare un ciclo di cura;Viviane,povera figlia,si è fatta carico di mantenere me e sua sorella ed ha iniziato a lavorare in un club esclusivo: è molto preparata,mi ha raccontato che ha fatto quasi subito carriera e che è stata promossa direttrice di sala.Ormai la vedo raramente a casa-
Françoise ascoltava in silenzio.Che pena doveva essere stata per la sua amica.
Dalla finestra provenì il rombo di un auto:dalla Maserati nera uscì un'esile fanciulla avvolta in un piumino bianco.
Pochi istanti dopo le chiavi scattarono nella toppa.
-Sono a casa!-si annunciò la ragazza togliendosi le scarpe
-Ah bentornata Viviane,vieni c'è una sorpresa per te-
Gli occhi violacei si sgranarono per la sorpresa -Fran...- balbettò emozionata
Le due si abbracciarono felici.
-Ho saputo di Gaetan,mi dispiace...- porse le condoglianze
Viviane scrollò le spalle -è bello che tu sia qui-
-Mi sei mancata molto-
-Anche tu;quando sei tornata dal Giappone?-
-Ieri notte,ma sono qui per un soggiorno di piacere,presto ripartirò -
Vanille fece il suo ingresso nella stanza -Che c'è nella busta in salotto?-
-Un paio di scarpe -rispose la sorella maggiore
-Un altro?- si interrogò Yolande -Ma è già il terzo questa settimana-
-Mamma,a lavoro devo dare una buona immagine di me...-rispose -Hai preso le tue medicine?-
-Si...-
-Mi raccomando,il dottore si è fatto promettere che seguirai la terapia-
-Non mancherò alla mia parola- assicurò
-Vieni Françoise,andiamo a farci un giro-
Si incamminarono verso il centro della cittadina,dove si fermarono a sostare presso un bar.
-Dove alloggi?-
-Presso l'hotel che abbiamo superato un attimo fa-
-Quanto ti fermi?-
-Finchè potrò...-
Viviane si liberò del cappotto mostrando un vistosa camicetta viola sotto ad un maglione.
-Carino il completo-
-Ti piace? questo l'ho comprato a Parigi da Lacoste,mentre la camicetta è di Chanel-
-Guadagni davvero bene con il tuo lavoro-
-Abbastanza- diede un'occhiata al menù
-Mi piacerebbe venire a trovarti al club,sono molto curiosa-
-Mi dispiace Françoise -scosse il capo mortificata -ma è un club privato,solo gli abbonati possono entrare,e io che sono del personale non posso far entrare gli amici -si scusò
-Ho capito-
-Mi dispiace-
-Non preoccuparti-
-Però,dato che sei qui,potremmo uscire a pranzo e stare insieme.Lavorando di notte è l'unico momento che ho libero-
-Ne sarei veramente felice-
Il cameriere venne a prendere le ordinazioni e passarono il resto della giornata a chiacchierare del più e del meno.Ognuna omettendo i propri segreti.
-Pronto?- rispose una voce maschile
-Ciao,sono io-
-Françoise,come va?-
-Bene dottore,lei?-
-Bene,sono arrivata ieri notte a Parigi,ma alloggio fuori città,sono passata a trovare un'amica-
-Hai fatto bene,goditi il soggiorno e non preoccuparti ai ragazzi badiamo io e Ivan-
-Mi fido,buonanotte-
-Veramente qui è appena mattina-
-Mi scusi -ridacchiò -Allora buona giornata-
-E a te buonanotte- attaccò
Le sarebbe piaciuto andare a dormire,ma il comportamento di Viviane non la convinceva.Era sicura che le avesse mentito su più di un particolare,a cominciare dal suo lavoro.Era stata evasiva,troppo.E poi i vestiti costosi confermavano i suoi sospetti.
E non potè ignorare la Maserati che passò nuovamente a prendere Viviane quella sera.Certo,poteva trattarsi di un collega che aveva premura di accompagnarla (e magari farle la corte); ma non la tranquillizzò seguirli in taxi fino a quello che Fraçoise riconobbe essere una discoteca.Rouge Rose,questo era il nome.E si stupì di trovare una folla in fila per entrare,mentre nel retro sfilavano costose auto con a bordo uomini d'affari.
Questo spiegava molte cose,ma non tutte.Viviane voleva risparmiare alla madre la preoccupazione di sapere che sua figlia lavorasse in una discoteca,ed era perfettamente logico,ma perchè nasconderlo a lei?Per vergogna?Per paura?
Si,poteva essere.Non si apre l'armadio dei segreti ad una persona che non si vede da tanto tempo.
Con la supervista diede un'occhiata all'interno:non sembrava esserci nulla di anomalo,vedeva cubi,gente che ballava,il bancone del bar...tutto avvolto nella confusione che si sarebbe aspettata di trovare in qualunque discoteca.
Tirò un sospiro di sollievo.Per dare meglio un'occhiata era scesa dal taxi ed aveva passeggiato per il perimetro dell'edificio;si fermò quando riconobbe la voce di Viviane e di un uomo.
-Ti ricordi che domani devi essere al privè per le 23:00?-
-Si,certo- annuì
-è un appuntamento importante,le percentuale che ricaveremo sarà abbastanza alta-
Insieme sparirono dietro la porta di servizio,sorvegliata da due gorilla con tanto di auricolare.
Se la prima idea era stata quella di aspettare l'indomani e parlare con Viviane,ormai era fuori discussione:Il suo istinto le diceva che era meglio approfondire le "indagini".Ma come?
Si appoggiò mortificata ad una delle auto parcheggiate,finchè venne investita dai fari di una Mercedes dalla quale scesero due ragazze.
Indossavano la tuta,con sopra il logo del locale,ma sotto portavano delle zeppe vertiginose.Entrambe trasportavano un borsone sulle spalle.
-Lou,cosa indosseremo stasera per ballare?-
-Ah non lo so,se non sbaglio stasera è la serata a tema "Far West",credo metterò gli stivali di pelle,quelli marroni...-
-Oh si,quelli sono carini con sopra gli shorts e il toppino...-
Improvvisamente le venne un'idea -Scusate?-
Le due si girarono
-Serve un'altra cubista?-
capitolo due
Sperò si fosse trattato di un sogno.Che non avesse fatto quello che credeva.Ricordava quelle due appariscenti ragazze che l'avevano condotta davanti ad un quarantenne in giacca e cravatta e quello che aveva iniziato a fare domande...alla fine,per darsi un tono e per rendersi convincente aveva detto -Ho bisogno di questo lavoro!Per favore...-
-Ma lei come è arrivata qui?-
-Questa è o non è la discoteca più famosa del momento?-mentì.Lo aveva dedotto dalla lunga folla e dalla sfilata di auto.
-Per questo anche le cubiste devono essere all'altezza della situazione-
-Non ci crederà,ma ho studiato all'Operà di Parigi-
-E come ci sei arrivata sul cubo?-
-Diciamo che la disciplina non è mai stata il mio forte- sorrise seduciente.Dare l'immagine di essere un pò libertina l'aiutò a convincere l'uomo che subito le propose una serata di prova.E le aveva anche dato dei gadget.
Françoise nascose la testa contro il cuscino.
L'uomo le aveva detto anche che sarebbe passata un'auto a prenderla l'indomani.
Il telefono squillò -C'è una chiamata per lei-
-Pronto?-sbadigliò
-Hai fatto le ore piccole ieri?-rise la voce di Albert
-Albert...perchè chiami è successo qualcosa?-
-No,volevo sentirti- mentì
-State tutti bene?-
-Per tutti intendi "soprattutto Joe?"-
-Non sono in vena di umorismo,il papà della mia amica è morto e io ho paura che lei sia nei guai...-
-Che genere di guai?-
-Non lo so-
-Promettimi che non farai nulla di stupido-
-Mi credi il tipo?-
-No,però...-
"E invece dovresti" -Devo prepararmi per uscire-
-Va bene,a domani-
Attaccò il ricevitore con un vago senso di disagio.Certo,ora riusciva ad entrare nell'ottica di Viviane: che cosa avrebbe detto Albert se avesse candidamente confessato "stasera vado a fare la cubista davanti una folla scatenata"?
Scacciò quei pensieri dalla testa e si andò a rifugiare sotto il getto della doccia.Viviane sarebbe passata a prenderla a mezzogiorno e insieme avrebbero pranzato in una trattoria di sua conoscenza.
Notò subito le occhiaie che solcavano gli occhi chiari dell'amica.
-Mi devi dire qualcosa?- domandò maliziosa Viviane
-A proposito di cosa?-
-Di quelle borse sotto gli occhi; hai passato la notte al telefono con il tuo fidanzato?-
-Fidanzato!?-
-Gira voce che tu abbia un fidanzato giù in Giappone-
-Oh,ma che sciocchezze!- rise nervosa
-Non so se i Giapponesi sarebbero il mio tipo...-
"Io credo che Joe ti piacerebbe,invece" rise tra sè,ma poi l'espressione tornò seria -E tu,devi dirmi qualcosa?-
Viviane parve pensarci per un breve istante -No,direi di no;o meglio...-
La incoraggiò con lo sguardo
-... mi è dispiaciuto lasciare l'università,ma mi sono dovuta adeguare agli eventi-
-Posso immaginare-
-No,non credo;con tutto il rispetto Fran,ma tu sei partita in Giappone per continuare la tua carriera e mi sembri soddisfatta;io non mi sono mossa da questo buco e in più mi devo occupare di Vanille e di mamma-
-Lo so Vivi,ma non pensare che sia estranea al tuo dolore-
Gli occhi violacei della ragazza si distesero in un'espressione più rilassata,quasi commossa; poi tornarono carichi di malinconia.
-Basta parlare di cose tristi;allora dimmi com'è fatto questo misterioso ragazzo-
-Vivi,non c'è nessun ragazzo...non sono fidanzata- insistette
-E allora perchè sei diventata rossa?-
-Perchè sei un impiccione;e tu,ce l'hai il ragazzo?-
-Assolutamente no!Sto bene da sola-
-Ti ricordi quel ragazzo che ti faceva la corte?Aspetta com'è che si chiamava?-
-Thomas,e per la cronaca non ha ancora mollato la presa; fa il cameriere qui-
Un ragazzo alto e magro si avvicinò porgendo loro il menù.
-Viviane,che bello vederti!-scondinzolò entusiasta
-Ciao Thomas,ti ricordi di Françoise- indicò l'amica
-Oh si,mi ricordo che venivi qui d'estate-
-Esatto- sorrise gentile
-Vi posso portare il piatto del giorno?-
-Solo se ci assicuri che è buono- investigò la mora
-La parola giusta è delizioso -
-Allora vada per il piatto del giorno-
L'espressione di Françoise era abbastanza disgustata.Vedeva quei mini shorts e quel toppino e l'unica parola che le veniva in mente era volgarità.
Si costrinse ad indossarli con la sola speranza che Viviane avesse bisogno del suo aiuto,e per la sua amica si sarebbe abbassata a fare cose peggiori.
Fortuna nei gadget era compresa anche la tuta,quella almeno non avrebbe tentato l'autista che sarebbe andato a prenderla.
La macchina parcheggiò davanti all'entrata della pensione e lei venne fatta accomodare sui sedili posteriori.
-Guarda chi si vede!-salutò una voce squillante
Riconobbe immediatamente le due ragazze incontrate la sera prima.
-Piacere io sono Lou,e questa è Sophie!-
-Piacere,Françoise-strinse la mano alle due
-Sei riuscita a farti assumere alla fine-
-Non proprio,questa è la mia serata di prova-
-Beh,certo non la supererai con quelle scarpe-
La bionda si guardò i piedi:aveva le scarpe basse!
-Oh no!- si passò una mano sulla faccia -Ma quanto sono stupida!-
-Non preoccuparti carina,questo borsone è meglio della borsa di Mary Poppins- la traqnuillizzò Lou frugando nel suo per estrarre un paio di scarpe con il tacco viola
-Grazie infinitamente-
Arrivarono alla Rouge Rose un ventina di minuti dopo.Lou e Sophie le indicarono la stanza dei camerini e,mentre loro due si cambiavano l'uomo quarantenne della sera prima andò a chiamarla per dirle di iniziare.
-Il terzo cubo è il tuo,ti darò un'occhiata durante la serata,ma se non sei all'altezza ti chiamo e te ne puoi tornare a casa- la istruì
-Certo- annuì e si diresse leggermente tremolante verso la postazione.Un buttafuori,tramite telecomando, fece apparire delle scalette,così potè salire sulla base quadrata;poi quelle sparirono magicamente e le sembrò che il cubo si sollevasse da terra;in effetti si elevò appena sopra le spalle dei ragazzi che ballavano sotto di lei.Riconobbe Lou e Sophie prendere posto a pochi metri di distanza ed iniziare a scatenarsi con una disinvoltura che la lasciò perplessa.
Prese un profondo respiro ed iniziò ad imitarle:non ignorò che il datore di lavoro stava mantendendo la sua promessa e la stava osservando,senza accorgersene gli lanciò un sorriso ammiccante,a lui e alla folla sotto.
La sensazione che ne seguì fu strana: una sorta di compiacimento la invase.Si sentiva bellissima e desiderata.
Il suo corpo iniziò a muoversi a ritmo della musica dance.Lasciò che la folla la incitasse e percepì distintamente i "complimenti" di un paio di ragazzi.
Rimase sospesa per un indefinito perdiodo di tempo,finchè il buttafuori non le si avvicinò e l'aiutò a scendere
-Vai al bancone- annunciò meccanico
Si rese conto di essere sudata,ma anche rilassata.
Si sedette accanto all'uomo e questi le passò un cockatl alla menta con tanto di ombrellino.
-Sei stata brava-
-Merci- sospirò cercando di riprendere fiato
-Per ora posso farti un contratto provvisorio di una settimana,questa è la cifra della paga- le fece leggere sul foglio di carta
-Le sono veramente grata- firmò
-Bene,goditi pure la serata e benvenuta nello staff-
La lasciò sola al bancone a sorseggiare dalla cannuccia quel semialcolico.Sophie e Lou si avvicinarono.
-Come è andata?-
-Staremo insieme ancora per una settimana- annunciò con un sorriso.
-Bene,questo significa che devi aggiornare il guardaroba- ridacchiò Sophie ingerendo tutto d'un fiato il suo wisckie.
-Abbiamo una pausa di un'ora,poi torneremo a ballare-la aggiornò Lou sistemandosi la chioma riccia.Il toppino oro esaltava la sua pelle scura.
Improvvisamente si ricordò di non aver ancora visto Viviane;la cercò freneticamente per tutto il locale.
-Senti Lou,tu conosci per caso una ragazza di nome Viviane?-
-Mora,piccolina,con degli incredibili occhi viola?- descrisse
-Proprio lei-
-Si,è stata promossa,ora lavora nel privè-
-Privè?-
Lou alzò gli occhi al soffitto -Il privè è frequentato solo da un'elitè,per quanto ne so ci vanno i figli di papà e tutti quelli che hanno una somma extra da sborsare-
-Non ci sei mai stata?-
Lou e Sophie si scambiarono un'occhiata -Ti sembrerà strano,ma non tutto lo staff ha il permesso di andarci.Le scale che portano al secondo piano sono sorvegliate da un paio di buttafuori-
Istintivamente Françoise volse lo sguardo verso la scalinata di marmo,davanti alla quale due gorilla stavano fissi immobili.Una cameriera si avvicinò loro e la fecero passare senza problemi.Provò a seguirla con lo sguardo,ma incredibilmente si rese conto di non poter oltrepassare con la supervista la porta blindata.Possibile che ci fosse una barriera anti-rilevazione?
-Secondo voi cosa ci sarà nel privè?-
-Gli uffici dei gestori e delle salette dove è richiesta la privacy- ipotizzò Sophie -Tengo troppo al mio posto di lavoro per impicciarmi-
-Comunque non è detto che un giorno non ci salirai:per quanto ne so c'è anche una sala bar per i ricevimenti privati,se serve una cameriera chiamano una di noi-
"Quindi è lì che lavora Viviane,ma quali sono esattamente le sue mansioni?" non osò condividere i suoi sospetti con le altre due,avrebbe attirato i sospetti.
Riconobbe le proteste di un ragazzo,che stava per essere accompagnato fuori da un buttafuori, che continuava a ripetere,con controllata freddezza, "niente droga in questo locale".
Lou si interessò anch'ella alla scena,senza poter sentire le imprecazioni del ragazzo.Scosse il capo -Il boss dice sempre che l'ultima cosa che vorrebbe in questo locale è la polizia-
-Già- e certamente non era per mantenere intatta l'immagine del locale.
Il pranzo del giorno successivo fu incredibilmente silenzioso.Françoise era esausta per la notte passata e Viviane troppo sconvolta dai suoi segreti.
-Vorrei organizzare una festicciola per il compleanno di Vanille- propose la mora -Mi accompagneresti a prenotare la sala e a comprare dei dolciumi?-
-Certo- era ben lieta di dedicarsi ad un'attività innocua come quella.Viviane aveva in mente di affittare la sala di una pizzeria della zona.
-Dipendesse da me la organizzerei in uno di quei mini parchi giochi,ma qui non ce ne è nemmeno uno.E poi non dimentichiamoci che i genitori dovrebbero portare i figli e venirli a riprendere- sbuffò
-Sono sicura che Vanille sarà comunque contenta;è una bambina molto dolce-
-Sai,da quando papà non c'è più mi sono ripromessa di non farle mancare nulla;prima eravamo abituati ad un tenore di vita dignitoso,privilegiato.Credo abbia sofferto molto quando ci siamo trasferiti nell'appartamento,ma mantenere la villetta andava troppo oltre le mie disponibilità-
-Che dolce sceglierai?- decise di cambiare argomento
-Non ne ho idea,probabilmente la torta al cioccolato,ai bambini piace...però vorrei preparargliela io;mi dai una mano?-
-Molto volentieri...- poi ci pensò un attimo -Lo facevamo anche da ragazzine,se non sbaglio-
-Si,di notte,che non riuscivamo a dormire ci mettevamo a cucinare dolci...che pazze,in piena estate con il forno acceso-
-Mi ricordo che avevi la macchina per le granite-
-Peccato si sia guastata- sbuffò scontenta
-Non è Thomas quello?- cercò di identificare Françoise
-Si...-sbuffò esasperata -Sembra che mi perseguiti-
-Viviane!- agitò le braccia per salutarla
-Ma come ti sei conciato?-.Il ragazzo indossava un vistoso costume giallo,da pulcino.
-é il mio secondo lavoro:sono la mascotte di questa pizzeria- sotto braccio teneva l'enorne testa di pulcino -qui potete trovare i migliori polli allo spiedo della città!- pubblicizzò
Alle due scappò una risatina divertita.
-Come posso esservi utile?-
-Mi interessava prenotare la sala per questo fine settimana,è il compleanno di Vanille e vorrei organizzare qui la festa...e già che ci sono,perchè non mi incarti un pollo che lo porto a casa per cena?-
Capitolo tre
Una volta riaccompagnata Viviane ( e il pollo) a casa,Françoise fece una corsa verso il primo negozio di scarpe che incontrò ed acquistò un paio di vistose scarpe fucsia con un tacco di 12 cm.
Poi si infilò come un ladro in un negozio di abbigliamento (raccomandatole da Sophie) per farsi consigliare dei completini "giusti".La commessa la servì con esperienza e Françoise tornò in albergo con una collezione di vestiti che avrebbero fatto perdere la testa perfino a Joe.
Il suo pensiero la colse impreparata e le causò un fremito.Scosse il capo,rimproverando se stessa.
Joe addolciva sempre i suoi sogni,ma quella situazione era troppo delicata per lasciarsi distrarre;e poi tra di loro le cose non si decivano a cambiare.Restavano sempre indecisi in materia di sentimenti,nonostante fosse palese pure ai muri che l'affetto che li legava andasse oltre la semplice amicizia.
Bretagna la definiva un' " illeggittima intesa".Per Jet si trattava solamente di " timidezza",ma una bella scopata avrebbe sistemato le cose.Questo particolare ovviamente l'aveva ascoltato illeggittimamente da una conversazione privata tra Joe e Jet,conclusasi con uno scappellotto al rosso.
Albert non si pronunciava mai,ma le faceva i complimenti per la pazienza.Per Chang "se son rose fioriranno",per Geronimo " le vostre vie confluiscono in un unico destino",per Puma "siete carini insieme" e per Ivan "esiste un centro di piacere nel cervello umano che si attiva secondo una seria di stimoli..."
Insomma,ormai erano un caso da studiare.
Diede un'occhiata alle lanciette dell'orologio:era quasi l'ora.
Lou le aveva dato anch'ella dei consigli,come per esempio truccarsi.La luce al neon,come quelle del teatro,facevano apparire i visi particolarmente pallidi,per questo gli attori esageravano con il trucco.
Non fu da meno,ma si contenè più che potè: il riflesso dello specchio mostrava un paio di seducenti labbra rosse,occhi illuminati da un ombretto glitter verde e lunghe ciglia da sbattere con falsa innocenza.
Lou approvò il radicale cambiamento,assicurando che non sembrava assolutamente una prostituta.
-Grazie,avevo bisogno di sentirmelo dire- rispose sarcastica
-Prego cara-
Il vantaggio di trovarsi in alto era che poteva sbriciare per tutta la sala; teneva costantemente d'occhio la scalinata di marmo.Le persone che la salivano non pronunciavano nessuna parola in particolare,e questo le fece escludere che occorresse una parole d'ordine,al massimo le più educate salutavano con un "buonasera",e i buttafuori rispondevano con un sorriso cortese a quelli che sicuramente erano riconosciuti come clienti abituali.Difficile pure inquadrare il "cliente tipo",ma la maggior parte erano uomini,pochi maturi,eppure anche le donne salivano,magari accompagnate.E infine c'era la cameriera di turno che recava in mano bottiglie di vino pregiato.
Mentre volteggiava disinvolta attorno all'asta di ferro iniziò a pensare che dovesse esserci un segno identificativo per tutti.Aveva infatti notato che alla scala non si erano avvicinati solo gli "eletti",ma anche altre persone,a cui era stato negato l'accesso.Qualcuno aveva anche tentato di corrompere con generose mancie,ma nulla da fare.
L'ultimo intrepido si avvicinò ed iniziò a gesticolare con fare amichevole,anche lui con una bustarella in mano.
Françoise si fermò ad osservarlo e per poco non cadde da quell'altezza vertiginosa: era Jet!
E dato che i cyborg vanno a coppia come i carabinieri cercò il compagno di pattuglia,riconoscendolo in Joe,seduto al bancone ad osservare distrattamente la scena.
Chiamò a gesti il bodygard nonostante mancasse un quarto d'ora alla fine del suo turno.
-Qualcosa non va?- la soccorse
-Si è sgarata la calza- spiegò frettolosa -Se mi vede il capo mi licenzia-
Quello ebbe un moto di compassione e la fece scendere,il suo posto venne preso subito da un'altra ragazza.Fortuna il datore di lavoro aveva da fare nel privè quella sera.
Fece una corsa fino al camerino ed iniziò a frugare freneticamente per la stanza.Per fortuna che Lou e Sophie vennero in suo soccorso.
-Ma cosa fai?Sembri una furia!-
-Oddio è venuto un tizio che conosco,se mi riconosce poi va a spifferare a tutti che lavoro faccio!- lamentò
-Chi è? Uno che viene abitualmente?-
-No,affatto,non avrei mai pensato di trovarlo in un posto come questo-
-Non allarmarti,una soluzione la troviamo- e si mise a frugare nella borsa magica,dalla quale estrasse un caschetto nero -Metti questo- glielo passò
-Grazie Lou,non so proprio come ringraziarti-
-Figurati,se non ci si aiuta tra colleghe- rise
Tornare in pista le sembrò più facile dopo.Joe non l'avrebbe riconosciuta,nemmeno se gli fosse passata affianco.
La loro presenza però confermava i suoi sospetti.Nel privè si svolgevano attività illecite,certamente legate all'organizzazione dei Fantasmi Neri; e questo la fece temere ulteriormente per l'incolumità di Viviane.
Con l 'ultimo alito di ottimismo che le restava cercò di ipotizzare anche che quelle fossero solo sue fantasie,che Jet e Joe erano partiti per un viaggio di piacere (solo uomini,altrimenti perchè non darle un colpo di telefono?) e che si trovassero lì per puro caso.L'espressione delusa di Jet però spazzò via tutte le sue speranze.
Quello fu l'attimo in cui provò più emozioni di tutta la serata: preoccupazione,sorpresa,rancore,divertimento.
Jet lasciò Joe al bancone del bar e venne a scatenarsi in pista,prorpio sotto il suo cubo.E come tutti gli altri ragazzi,anche lui le lanciò delle occhiate desiderose.Stette al gioco,piegandosi verso di lui per fargli l'occhiolino:con il trucco e la parrucca non l'avrebbe mai riconosciuta.
Il gesto di riguardo nei suoi confronti lo inorgoglì parecchio,tanto che,una volta scesa ,si avvicinò per chiederle se poteva offrirle da bere.Un bodyguard si avvicinò a loro intimandolo di lasciare stare la signorina.
-Non ti preoccupare- lo difese -vuole solo offrirmi da bere-
Quello fu davvero un momento molto divertente: Jet non perse troppo tempo in complimenti
-A quanto pare ti ho colpito...-
-Ah si?Pensavo di aver attirato io la tua attenzione...-accavallò le gambe.Che goduria essere un'altra persona e dire tutto quello che ti viene in mente
-Sei molto carina,mi piacerebbe presentarti ai miei amici-
-Ma non mi presenteresti mai a tua madre,vero?-
-Temo di non poterlo fare in nessun caso :non c'è più-
-Mi dispiace- gli prese la mano -Che strano accento che hai,sei canadese?-
-Cielo no!Sono di New York-
-E cosa ti ha portato qui?-
-Un viaggio di affari...-
La voce di Joe lo riportò alla realtà:lo stava cercando;si voltò per rispondergli,e nel frattempo lei era già sparita.
-Ma dove è andata?-
-Chi?-
-La ragazza con cui stavo parlando...-
-Ti sembra il momento di fare il cascamorto?-
-Per tua informazione stavo cercando un aggancio...- sospirò alla vista delle impronte del rossetto lasciate sul bicchiere
-Non ce ne è bisogno:domani sera abbiamo appuntamento con Baudelaire,il gestore della discoteca,ho fatto il nome del suo complice e hanno accettato di fissare l'incontro-
-Sei bravo a contrattare-
-Veramente ho trovato un aggancio tramite una cubista -sorrise colpevole
-Cioè avreste dovuto vederlo!- esultò Lou cambiandosi d'abito -Era davvero affascinante!Se non fossi stata a lavoro,magari mi sarei proposta...non avevo mai visto uno sguardo come quello,e nonostante sembri molto giovane mi da l'idea di saperci fare con le donne-
Françoise scosse il capo: ovvio che ci sapesse fare!Faceva lo stesso effetto a tutte quante.
-Françoise,poi il tuo conoscente se ne è andato?-
-Si Sophie,ma onde evitare altri incontri continuerò a portare la parrucca,puoi prestarmela per qualche giorno Lou?-
-Si certo,che problema c'è? Dicevo quel ragazzo era davvero carino...molto gentile poi...-
E dovettero sorbirsi la dettagliata descrizione dell'apparizione di Joe per tutto il viaggio di ritorno.
Françoise fu felice di tornare in albergo e di rifugiarsi sotto le lenzuola,era così esausta che non si struccò nemmeno.Cadde in un sonno profondo e non si risvegliò che in tarda mattinata.Il telefono della stanza iniziò a squillare in modo insistente,finchè,forte di una misteriosa volontà,non alzò il ricevitore per rispondere
-Bensvegliata dormigliona!Salgo!-
Ci mise 5 secondi a riconoscere la voce di Viviane e questo la fece entrare nel panico:aveva ancora indosso i vestiti della nottata e la faccia sembrava quella di un clown;come spiegare poi la presenza della tuta con tanto di logo piegata sulla sedia e le appariscenti scarpe con il tacco?Raccimolò tutto alla svelta e lo gettò in bagno,si sfilò i vestiti,infilò l'accappatoio,schiaffò nell'armadio le scarpe fucsia e si strofinò la faccia con crema struccante e una spugna.La violenza sulla sua faccia causò un arrossamento,ma preferiva quello ai sospetti di Viviane,che intanto era arrivata alla porta e stava bussando.
Aprì cercando di darsi un tono.
-Buongiorno Fran,cosa hai fatto alla faccia?-
-Mi sono appena svegliata e volevo fare una doccia- ansimò
-Bene,ti aspetto se vuoi,intanto posso guardare la tivù?-
-Ma certo-
Viviane poggiò la borsa Guess su una sedia e si mise seduta sul letto sfatto.Venti minuti dopo Françoise uscì dalla doccia.Aprì l'armadio e prese alcuni vestiti puliti da indossare.
-Pensavo di scendere a Parigi per pranzare,ma non credo faremo più in tempo-
-Ti lascio carta bianca,ho così tanta fame che mangerei un cavallo...-
-Bene,allora ti porto in un agriturismo a pochi km da qui,vedrai ti piacerà;ora chiamo a prenoto-
"Ma come fa ad essere così pimpante dopo le lunghe nottate che passiamo in disco?"
Diede distrattamente un'occhiata alla borsa e vi trovò la risposta: era un piccolo tubo di plastica,e le pillole all'interno potevano facilmente essere scambiate per caramelle invece che per droga.
Françoise lanciò all'amica uno sguardo di commiserazione;quella risposte con un -Non fare quella faccia,ho trovato posto-
-Magnifico- bofonchiò ingoiando i rimproveri
-Françoise,il centralino dice che c'è una chiamata per te:si prego me la passi...Bon-jour,tu sei il fidanzato di Françoise?- iniziò a civettare
Françoise quasi le saltò addosso per prendere il controllo del ricevitore -Pronto?Oh ciao Labert...eh si hai appena fatto la conoscenza di Viviane...io?si,va tutto bene?Come stanno gli altri?...splendido?Ci sono novità?...No?Nessuna?Meglio così,ora devo scappare che c'è Viviane che sta tentando di arrampicarsi per prendere il telefono;ciao-
La mora scoppiò in una risata esagerata -Allora lui si chiama Albert!Sembra un uomo serio-
-Lo è- confermò -Ma è solo un collega di lavoro-
-E ti chiama in albergo?Un semplice collega non lo farebbe...,e chi sono "gli altri"?-
-La compagnia con la quale lavoro;ma noi non dovevamo andare a pranzo fuori?-
-Sei brava a deviare i discorsi...-continuò a ridacchiare facendo strada verso l'uscita
Non si stupì di trovare nuovamente Joe e Jet seduti al bancone del bar.Nessuno dei due tentò di varcare i gorilla della scala,che Françoise continuava a sorvegliare con frenetico interesse.
Non riconobbe nessuno degli "eletti" (come li chiamava lei) della sera precedente,eppure anche i nuovi visitatori non sembravano essere muniti di una parola segreta.La cameriera a cui era stata ordinata una bottiglia di champagne scese pochi minuti dopo:il bar del piano superiore non doveva essere così ben fornito,dopo tutto.
Ogni tanto si distraeva a fissare Joe;Jet sembrava averla dimenticata dopo la breve chiacchierata della sera prima.
Uomini,sono così farfalloni!
La serata divenne interessante quando il suo datore di lavoro andò incontro ai suoi amici,stringendogli calorosamente la mano:l'incontro avveniva al momento del cambio turno.Scese dal cubo e ordinò un cocktal alla frutta dalla parte opposta del bancone rispetto a quella in cui si trovavano loro.La cameriera la servì e rispose al cercapersone del bar.
Françoise venne distratta dalla voce proveniente l'altro capo della cornetta:ordinavano un vino rosso d'annata da portare nel privè.
Era il momento giusto.
-Mi sono sempre chiesta cosa ci sia lassù...-sbattè le ciglia
-Il privè- rispose pigramente la barwoman
-E com'è fatto?-
-Non saprei descrivertelo nemmeno io,non sono mai andata oltre l'ingresso-
-Perchè a noi del personale non ci fanno salire?-
-Perchè è il capo che sceglie chi mandare- sistemò meglio la spilla attaccata alla canottiera
-Capito- sospirò,non voleva insistere.
Tornò a guardare Joe,che cosa gli stava consegnando Baudelaire?
-Françoise,tocca di nuovo a te- l'avvisò Lou
Risalì sul palco iniziando a muoversi sensuale attornò al palo,avrebbe dato qualsiasi cosa affinchè Joe si girasse a guardarla,ma era troppo concentrato sulla missione e questo la innervosì e inorgoglì nello stesso momento.Joe si era riconfermato un bravo ragazzo,ma comprese anche che quello era lo stesso motivo per cui tra di loro non succedeva niente.
Le movenze si fecero più lascive e benchè la folla gradisse il cambio di stile,l'unico che avrebbe dovuto interessarsi le dava le spalle dal bancone.
Interruppe la sua sfilata di lussuria;e si voltò istintivamente verso la scala: un "eletto" confabulava assieme a Baudelaire,e sembrava guardassero lei.
Quegli sguardi la misero in imbarazzo,rimase fissata ad osservarli,tanto che un buttafuori dovette incitarla a muoversi.
Il motivo di tanto interesse glielo comunicò Baudelaire stesso,una volta finito il turno.
-Françoise,ti piacerebbe guadagnare un piccolo extra?-
-Magari- cercò di essere entusiasta
-Un mio amico ti ha notata e vorrebbe assumerti per la festa di addio al celibato-
-Non faccio spogliarelli!- mise in chiaro,offesa
-Ahahaha,basterebbe che ballassi come hai fatto stasera e lui sarebbe contento-
-Dove si svolgerà la festa?- indagò
-Nel privè-
Non poteva sperare in tanta fortuna.
-Ecco questo è il pass- le mise in mano una spilla:una rosa rossa!Come quella che la barwoman si era sistemata quella sera prima di salire.
-Grazie capo- sorrise raggiante
-Fammi fare bella figura-
-Oh non si preoccupi,metterò anche un bel completo- promise.Rosso,come una rosa.
capitolo quattro
Spogliarelli.Era questo che faceva Viviane?Si spogliava per denaro?O per denaro faceva anche qualcos'altro?
La testa iniziava a scoppiarle,ormai era così vicina,che quasi ebbe paura a scoprire la verità.Viviane non l'avrebbe mai perdonata,di questo era certa.
Si accucciò in posizione fetale ed iniziò a piangere di amarezza.Era esausta,completamente.
Il telefono squillò
-Pronto?-
-Ciao Fran,sono io;oggi devo accompagnare mia madre dal dottore,non possiamo uscire a pranzo-
-Non preoccuparti- assicurò
-Come passerai la giornata?-
-A dormire probabilmente-
-Ma com'è che sei sempre stanca?Non sarai mica incinta,vero?-
-Si,del mio misterioso fidanzato-
-Che devo ancora conoscere tra l'altro-
Le venne in mente che ci sarebbero stati anche Joe e Jet nel privè.Questo la rassicurava,parecchio.Certo non aveva intenzione di esibirsi per un gruppo di lupi inferociti,sarebbe passata direttamente all'azione:cercare Viviane,farle una bella ramanzina e riportarla dritta a casa.Un piano semplice e conciso.Poi,una volta messa al sicuro l'amica sul taxi,sarebbe tornata indietro per dare man forte ai due amici,possibilmente in incognito.
Aprì la valigia da lavoro e cercò un completino che poteva definirsi adatto all'occasione.
Sentì nei circuiti uno strano fremito,quasi pregò per far si che la notte arrivasse più in fretta,ma ci ripensò quando la solita auto si mise in sosta sotto l'albergo per accompagnarla a lavoro.
Sophie e Lou non c'erano.
Abbassò lo sguardo indecisa se chiedere o meno il perchè della loro assenza.
-Il signor Baudelaire l'aspetta nel privè-annunciò cordiale l'autista,non il solito
-Grazie- rispose
Attraversò la sala lentamente.Con la spilla ben puntata sul petto si avvicinò ai gorilla di guardia,questi si spostarono al suo passaggio.Senza chiedere nulla.
Salì con evidente nervosismo;ogni tanto si voltava per dare un'occhiata alle sue spalle.La sensazione era quella di essere sospesa tra due mondi:quello caotico e scatenato della sala da ballo, e quello discreto soffuso del privè.
Non sapeva esattamente cosa aspettarsi.
Aprì piano la porta e si ritrovò altri due gorilla,comodamente seduti su un divano che giocavano a carte.Era un salone modesto,ma ben arredato.A destra c'era la porta con scritto "privato",era l'ufficio di Baudelaire.In fondo alla sala un'altra porta aspettava di essere varcata.
Il bodygard prese una cartella e le chiese di identificarsi.
-Festa o incontro?-
-Fe...Incontro!- rispose d'un fiato
Il secondo le fece strada oltre la seconda porta e la lascò davanti ad una porta chiusa.Sembrava il pianerottolo di un palazzo con 5 appartamenti.
Bussò,ma nessuno rispose;intanto nell'altra stanza un discreto gruppetto iniziava il primo giro di alcolici in attesa della....Françoise preferì ignorare l'appellativo.
Quello che vide avrebbe dovuto scioccarla,ma in cuor suo si era già preparata all'eventualità.
La camera da letto era rossa.Si sedette sul materasso e aspettò che il cliente si facesse vedere.
Bussò esattamente 5 minuti dopo,giusto il tempo di permettere a Françoise di calcolare la sua reazione.Sfortunatamente per lei il piano non poteva essere applicato su Joe per conflitto di interessi.
Per un attimo ebbe il terrore di essere riconosciuta,poi si ricordò della parrucca e si fece più sicura.
-Buonasera- salutò intimidito da quel sorriso sornione
-Tu hai troppo la faccia da bravo ragazzo per essere in un posto come questo- commentò
Non rispose alla provocazione -Vorrei qualcosa da te-
-Ovviamente- si alzò in piedi camminando verso di lui a passo felino -altrimenti perchè saresti qui?- lo accarezzò sul petto
-Senti...- si tirò indietro -magari è difficile da capire,ma non è un rapporto fisico quello che cerco-
-Ah no?- fece finta di sorprendersi
-No- confermò
-In questo caso,penso che ci sarà parecchio da chiacchierare- accavallò le gambe,cercando di non dare spettacolo
Joe sospirò e si allentò il nodo della camicia
-Toglila- consigliò
-Cosa?-
-La giacca- disilluse alzando la cornetta -Per me un cocktal alla frutta,per il mio amico una bevanda ghiacciata,grazie- attaccò -Allora cosa c'è che non va fra voi due?- domandò poi
-Noi due chi?-
-Tu e la tua ragazza, non si viene in un posto come questo se si è felici in coppia-
-Veramente io...-
-Lei com'è: una santa? è frigida? oppure è troppo innamorata per lasciarsi andare?-
-Mi sa che sono io quello frigido- ammise sedendolesi accanto
La ragazza scoppiò a ridere
-Cosa c'è di tanto divertente?-
-Il fatto che lo hai detto con una sincerità sconcentante-
-Magari riuscissi ad essere sincero anche con lei-
-Che cosa le diresti?-
-La guarderei negli occhi e le direi "Françoise,farlo sarebbe una pazzia,non farlo sarebbe un grosso sbaglio"-
-Fare cosa?-balbettò,ormai assuefatta dalla dolcezza di quelle parole
-Questo- avvicinò il viso e schiuse le labbra attorno alle sue
Françoise ebbe un attimo di confusione;Joe si era allontanato solo di pochi millimetri e le aveva sussurrato nell'orecchio -E poi,spinto da un grande desiderio,le chiese"Françoise...?"-
-Si?- rispose quella,lasciando che un brivido di piacere le scivolasse sul corpo
- "...che ci fai qui?"-
L'incanto svanì.
-Come hai...!?- balbettò confusa
Joe si era messo a fissare il soffitto -I tuoi occhi,li riconoscerei tra mille- rispose cercando di nascondere l'imbarazzo
A quel punto si tolse la parrucca.
Arrivarono i drink
-Si,direi che ne abbiamo bisogno,però,prendila tu la bevanda ghiacciata- le porse il bicchiere di Coca Cola
Sorseggiarono in silenzio.
-Da dove cominciamo?- domandò Françoise
-Dalla domanda che ti ho fatto?-
-Ti ho mai parlato di Viviane?-
-No,è una tua amica?-
-Una mia carissima amica-
-Che le è successo?-
Cercò di riassumere alla meglio la vicenda e i sospetti,Joe ascoltò tutto con attenzione,annuendo ad intervalli.
-Françoise,io temo che la tua amica sia coinvolta più di quanto immagini,forse è un corriere della droga,e magari guadagna qualche extra facendo...-
-Lei non è così!- scattò in piedi
-In ogni caso questa discoteca è sede dei traffici dei Fantasmi Neri...-
Dalla stanza di fronte provennero delle urla disorientate.La ragazza scattò in piedi,seguita da Joe,il quale sfondò con una spallata la porta dell'appartamento di fronte.
Una ragazza stava stesa a terra,priva di conoscenza.Intorno a lei, la folla del mancato addio al celibato.
-Viviane!Viviane ti prego svegliati!- si era piegata su di lei,tentando di rianimarla.
Joe le andò in soccorso,ma vennero sorpresi dall'entrata degli scagnozzi.
-003...-
Annuì.Rivolse ai nemici l'occhiata più cattiva che gli riuscì.
-Dimmi tu 009- vestì l'abito da guerra
-Sono cyborg?-
-Solo uno...-
Sulla porta comparve Pierre Baudelaire,il distinto signore,ora sembrava un soldato devoto al male in piena regola.
-Ho sentito parlare di voi,cyborg della serie 00-
-Meglio così- ruggì 003
-E francamente mi stupisco...pensavo foste di più-
-Per uno come te bastiamo noi- rispose eloquente 009
-Dunque è questo il segreto del privè:droga!E che altro!?- ansimò la ragazza accecata dalla rabbia
-Ero interessato ad aprire una bisca clandestina,e magari ampliare Rouge Rose di un terzo piano,sezione "Piaceri"-
Françoise puntò l'arma verso di lui,e altrettanto fecero gli uomini di Baudelaire
-Avanti spara-aprì le braccia -Non sopravviverai comunque-
Joe cercò di mantenere la calma:erano circondati,ma non da cyborg.Il fatto che però fossero armati rendeva le cose un pò più complicate.Jet lo stava aspettando in macchina,l'amico non poteva nemmeno sospettare che il piano era cambiato.Quella notte Joe avrebbe semplicemente dovuto intrattenersi con la "mademoiselle" e cercare di estorcerle più informazioni possibili,ma la "mademoiselle" si era rivelata più coinvolgente del previsto.
009 tentò di comunicare con 003,tossicchiò per attirare l'attenzione -Dimmi Baudelaire,cos'altro ti hanno raccontato di noi?-
Finalmente Françoise degnò 009 di attenzione; l'occhiata che si scambiarono fu breve,ma intensa.
-Che, se vi avessi incontrato,avrei fatto meglio a farvi fuori subito;la parola magica è "Sparate"-
-Interessante,ma ce l'abbiamo anche noi una parola magica ed è "Accelerazione!"-
Françoise non si mosse,era in mezzo ai colpi di pistola,ma non osava spostarsi per continuare a proteggere il corpo inerme di Viviane.Nemmeno Baudelaire si scomodò,anche perchè anche lui teneva la sua arma puntata verso di lei.
Con l'udito riuscì a percepire e a distinguere come si muovesse Joe,aveva atterrato tutti i nemici,restava solo Baudelaire.
-003,va via,di lui mi occupo io-
-No,di lui mi occupo io- rispose ferma -Tu pensa a Viviane,per favore-
-Che vuoi fare?-
-Non lo so,secondo te che cosa si merita?Ha usato delle innocenti,ha sfruttato queste ragazze in una maniera ignobile...e la droga,chi erano i tuoi clienti abituali?Ricconi annoiati o solo dei ragazzini incoscienti?-
-Tutte e due la categorie,e quanto alle ragazze,nessuno le costringeva...-
-Tranne la disperazione di cui ti sei servito,vero!?-
-Gli affari sono affari- rispose con un'alzata di spalle
003 fece partire un colpo che disarmò il nemico ferendolo ad una mano -Joe chiama la polizia ed un'ambulanza -
-Non è troppo compassionevole come punizione?-
-Non ho detto che ho finito...-
Le sirene dell'ambulanza di mischiarono a quelle della polizia.Un gruppo di uomini in divisa fecero irruzione nella stanza.Françoise restava piegata a piangere finchè i soccorritori non caricarono Viviane in barella e lei li seguì sull'ambulanza.
Piovve.Come se le gocce potessero lavare via gli avvenimenti della precedente notte.Il telegiornale delle 06:00 mandò in onda la notizia dell'incursione della polizia nella rinomata discoteca Rouge Rose,meta di divertimento per molti giovani.Il direttore,Pierre Baudelaire, era stato arrestato assieme ai suoi complici.Perchè poi fosse stato ritrovato legato al palo della lap-dance la polizia non lo seppe spiegare.Una cubista era stata intervistata (Lou) e si dichiarava sconvolta.
Spense il televisore,l'ultima cosa che voleva era ricordare.
Diede un'occhiata al letto dove Viviane riposava.Si era agitata tutta la notte;parlava nel sonno,pronunciava il nome di sua madre,di sua sorella,chiamava suo padre,e una volta anche lei.
Verso l'alba sembrava essersi calmata,e la bionda si era avvicinata per tenerle la mano.
Quanta innocenza in quel volto assopito.
Viviane si svegliò nella tarda mattinata e trovò Françoise addormentata con la testa poggiata sul letto.
Si guardò intorno,era confusa.
Scosse lentamente l'amica.
-Ti sei svegliata...- sbadigliò
Gli occhi violacei si chiusero per un secondo -Françoise,dove sono?-
-All'ospedale-
Viviane sorrise mortificata -Sei delusa?-
La bionda sospirò e le prese la mano -Sai Viviane,se ti avessi persa,avrei sofferto in maniera atroce; non farlo più-
-Promesso - acconsentì rilassando la schiena contro il rigido materasso;poi venne colta da pensiero improvviso -Mia madre e Vanille!?Loro sanno...!?-
-No,non sanno nulla- la tranquillizzò
-Meglio così,non vado troppo fiera,soprattutto ora che dovrò dire di aver perso il lavoro-
-Quello non era un lavoro- storse la bocca
-Comunque mi permetteva di mantenere la mia famiglia-
-Ma ti stava uccidendo,prendevi la droga perchè non riuscivi a stare sveglia!-
-Françoise,per favore...-
-Scusa,dimentichiamo questo storia-
-No,non voglio dimenticare-
-?-
-Sarebbe come dimenticare che la mia super amica ha fatto tutto questo per me-
Rise nervosa -Tu avresti fatto lo stesso...-
-Oh sicuramente;sai cos'altra avrei fatto io?-
-Sentiamo-
-Avrei presentato il mio fidanzato- sorrise civetta -E ora dimmi subito il nome di quello splendore che passeggia qui fuori- intravide oltre la finestra di plastica che affacciava in corridoio
Si arrese -Joe-
-Joe?Ma non è un nome giapponese!- obiettò
Bussarono.
-Posso?-
-Thomas!?- esclamarono in coro
-Viviane,ma allora è vero!-esclamò ansioso
-Abbassa la voce,ho un gran mal di testa,e poi che ci fai qui?-
-Me l'ha detto un amico che lavora qui che stanotte avevano ricoverato una ragazza...-
-Ti ha detto anche il motivo?- sorrise beffarda
Thomas arrossì -A dire il vero si,ma Viviane a me non importa!Io vorrei starti vicino-
Le due amiche restarono molto sorprese da quella dichiarazione.
-Vi lascio soli- ridacchiò Françoise
-No aspetta dove vai!?- tentò di fermarla Viviane
-Lascia che ti dica una cosa- si piegò su di lei per non farsi sentire dal ragazzo -L'amore ti trova ovunque,magari ci mette un pò,ma alla fine riconosce sempre la strada- detto questo uscì,incontro al suo destino.
capitolo 5
Un enorme pulcino stava fomentando la folla di bambini presenti nella pizzeria.
Vanille correva per la stanza con le sue amiche,sembrava contenta.Anche Yolande,seduta in disparte con alcuni genitori, avvertiva una profonda sensazione di benessere.Sua figlia era felice,e anche l'altra sua figlia: era contenta che Viviane avesse lasciato il lavoro,del resto per la famiglia stavano arrivando tempi migliori:l'assicurazione avrebbe pagato una grossa somma una volta accurato definitivamente le cause della tragedia accaduta a suo marito.
Si portò una mano sul cuore,non era l'unico motivo per gioire: Viviane e Thomas avevano iniziato a frequentarsi,e si era fatta una buona opinione su quel ragazzo.
Viviane lanciò un'occhiata piena di sentimento all'enorme pulcino,poi guardò Françoise -Che ne pensi?-
-Che il giallo gli dona-
-Ahahaha!Dai ero seria...-
-Penso che quel ragazzo ha la pazienza di un monaco-
-Di un santo vorrai dire...-
-Una volta ho conosciuto un monaco che era proprio un santo-
-In una delle tue tante avventure?-
-Quali avventure?-
-Perchè non ci facciamo un giro fuori e non ci parliamo veramente di tutto-
-Come vuoi- prese il cappotto per indossarlo
L'odore della pizza si propagava anche fuori dal negozio
-Françoise,non mi hai ancora detto come hai fatto...-
-A fare cosa?-
-A fare tutto quello che hai fatto-
Sospirò -Viviane, io sono sempre la stessa amica che hai conosciuto,non pensare che io sia diversa,anche se lo sono-
Viviane ragionò su quelle parole,poi scrollò le spalle -Mi scriverai?-
-Certo,e appena ho tempo passerò di nuovo a trovarti-
-E la prossima volta mi chiarirai un pò le idee?-
-Forse- ci pensò
-Guarda che ci conto,e la prossima volta me lo devi presentare davvero il tuo ragazzo- mise in chiaro
-Viviane...non è il mio ragazzo - si imbronciò -...ma ci sto lavorando!-
Preferirono salutarsi in modo poco nostalgico:una volta finita la festicciola Françoise abbracciò Vanille e Yolande ringraziandole dell'accoglienza.Scambiò ancora qualche parola con Viviane,abbracciò anch'ella e se ne tornò in albergo per preparare i bagagli.
L'unico dubbio era che cosa farne di quei "completini",e delle scarpe fucsia.
Il telefono squillò e la reception le annunciò la visita di un amico,che bussò alla porta pochi istanti dopo.Un mazzo di rose bianche fece il suo ingresso prima di Joe.
-Grazie- sbattè le ciglia
-Sei pronta?-
-Non proprio,mi mancano un pò di cose da mettere in valigia,vieni- lo fece accomodare sul letto
-Hai salutato Viviane?-
-Si,e anche Yolande e Vanille-
-Loro non sanno nulla,vero?-
-No,ed è meglio così;nemmeno gli altri devono sapere,neppure Jet-
-Oh lui è abbastanza disperato in questo momento-
-Perchè?-
-Perchè non ha rivisto la misteriosa cubista che l'aveva colpito-
-Calze a rete,capelli scuri...che avrebbe presentato a sua mamma?-
-La conosci?- domandò sorpreso
-è partita per un lungo viaggio,ma mi ha confidato che quel ragazzo le era sembrato molto carino-
-Glielo riferirò-
-Ora lui dov'è?-
-Su un aereo diretto a Tokyo-
-E tu perchè non sei con lui?-
-Perchè io passavo a prendere 003,così tornavamo a casa insieme-
-Che tenero che sei- sorrise annusando le splendide rose -E pensare che torneremo con il volo successivo al suo-
-Davvero?Beh per quanto ne so Françoise è a Parigi,e mi ha detto che si tratteneva un paio di giorni in più,del resto se la merita una vera vacanza- sorrise malizioso
-Si hai ragione- saltellò allegra fino alla valigia.Aveva preso una decisione,sistemò dentro anche i miniabitini.
Poi si avvicinò per stampare un bacio sulla guancia del ragazzo "Potrebbero tornare utili" ridacchiò tra sè abbracciandolo.
© 08/07/ 2009
